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È un ristorante o un club privato?

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Essendo a Copenaghen, per alimentare almeno il mio sconcerto verso la hybris degli ultraricchi, ho dato un'occhiata al sito di Noma, il locale ristorante di culto. Il menu minimo, dell'offerta vegetariana, va per 530 euro e le prenotazioni, per la stagione estiva che parte dal 18 giugno, sono già tutte esaurite ma ci si può aggiungere alla lista di attesa. Sarà per un'altra vita. Ingorgo che mi ha fatto venire in mente un recente articolo del New Yorker sull'ultima tendenza dei ristoranti newyorchesi: accettare solo clienti abituali, come se fossero membri del club. La cronaca parte dal 4 Charles Prime Rib, di fatto un'hamburgeria di lusso nel West Village, dove per l'essere umano normale è quasi impossibile entrare (stando a Resy, la app di prenotazioni, quando i nuovi posti vengono resi disponibili ogni giorno alle 9 ognuno compete con almeno un migliaio di altri aspiranti clienti. Un po' come i click day per la carta identità digitale a Roma). L'altro esempio è Rao's, a East Harlem, che è ormai ufficialmente un club. E c'è gente che, quando non usa la sua prenotazione fissa, se non la regala a qualche amico la può mettere all'asta facendoci anche "decine di migliaia di dollari". Per ovviare all'increscioso problema hanno anche inventato Dorsia, una app che riserva dei posti difficili da ottenere a chi è disposto ad anticipare una grossa somma, non rimborsabile, che di fatto copre abbondantemente le spese della cena medesima. Che tu la faccia o no. Uno dei gestori convertito al "modello club" spiega che, fra inflazione e affitti alle stelle, «è più facile concentrarsi su 600 clienti fissi che possono permettersi il conto che servire le masse. Azzerando così il rischio di no-show, ovvero che qualcuno prenoti e non si presenti». Nella modaiola zona di Hudson Yards è nato ZZ's Club con una sottoscrizione annuale che parte da 30 mila dollari. E la lista è destinata a crescere. Vale la pena notare che alcuni di questi ristoranti sono cash only, il che dovrebbe far suonare un campanello all'Internal revenue service, l'agenzia delle entrate locale. E che la app per prenotazioni quasi impossibili si chiama così in onore al ristorante ultra-esclusivo di… American Psycho.

Dalla newsletter del 10 maggio

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