Una famigliola inglese voleva andare a caccia di funghi. Così ha comprato online una guida che spiegava come riconoscere quelli buoni da quelli velenosi. La guida non era scritta particolarmente bene, ma se questo fosse un criterio sarebbe un'ecatombe e gli inglesi non l'hanno fatta lunga. Salvo poi farsi domande quando sono finiti intossicati mettendo in pratica le istruzioni dei presunti esperti citati nel libriccino. Alcuni dei quali, a ulteriori verifiche di DeepView che racconta la storia, non esistevano proprio. Erano stati inventati di sana pianta, come spesso succede – in gergo si chiamano "allucinazioni" – dall'intelligenza artificiale che gli autori sembrano aver usato per scrivere la guida. Il libro era in vendita su Amazon e, a quanto pare, non è il solo. «Amazon e altri negozi online sono stati inondati di libri sul foraging e l'identificazione dei funghi» ha dichiarato la Società micologica di New York, per poi aggiungere «Vi preghiamo di acquistare solo libri di autori e foraggiatori conosciuti, è letteralmente una questione di vita o di morte». Gli autori dei due libri sospetti si chiamano David Odamah e Emily C. Morrison. Sul loro conto non si trova niente online. Però suonano inquietantemente simili a due autorità sui funghi, ovvero Adamah Farms e Kendall Morrison. Si puntava, dunque, sulla confusione, sull'omofonia. Sta di fatto che, dopo l'uscita dell'articolo, Amazon si è impegnata di più e li ha rimossi dalla piattaforma. Ma, ovviamente, è come svuotare l'oceano con un cucchiaino. O, considerato l'argomento, come tagliare l'erba del bosco con le pinzette per le sopracciglia. La battaglia contro l'informazione spazzatura, algoritmicamente prodotta, è appena iniziata.
Dalla newsletter del 9 agosto 2024