La tecnologia vive di promesse. Spesso avventate. Alla fine dell'anno scorso DeepL, il celebre servizio di traduzioni, annunciava come imminente una sorta di traduttore universale di cui, da allora, si sono perse le tracce. I giornali ne avevano scritto, io ero anche andato a intervistarli e prima o poi il frutto di quell'indagine uscirà sul nostro giornale. Però stavolta – e mi rendo conto che anche questa è una formula inflazionata – con MacWhisper è diverso. Parliamo, com'è già capitato in questa rubrica, di un software per trascrivere in automatico. Che però funziona molto bene e, a differenza dei servizi in circolazione, è gratis (almeno nella sua versione non professionale, che ha una resa migliore perché usa modelli linguistici più sofisticati, i cui costi sono comunque molto contenuti). Il limite, come il nome suggerisce, è che funziona solo su Mac o su iPhone. E su modelli ragionevolmente recenti. In altre parole, né sul mio XR né sul fisso di casa che ha un sistema operativo 10.13 il che mi ha fatto capire che urge un rinnovo del parco macchine. ma l'ho visto all'opera su un telefono altrui. Lavora su oltre 100 lingue. Mi sembra una svolta, ma di quelle vere.
Dalla newsletter del 14 giugno 2024