Nella raccolta Finzioni (Adelphi) Borges racconta di Funes, un giovane uruguayano con una memoria talmente prodigiosa da farlo sembrare quasi stupido. È talmente appesantito da ogni singolo dettaglio che gli è impossibile dimenticare che non gli resta spazio mentale per interagire con gli altri e, alla fine, vivere. Però siamo così bombardati di informazioni da ogni giornale, libro, sito, social, che di aiutini per tenere ordine in questo grande caos digitale io da tempo mi avvalgo. Leggo i libri su Kindle e poi organizzo le mie sottolineature in un grande archivio nella mia casella di posta elettronica. Salvo gli articoli che mi interessano di più dentro Instapaper dove, a loro volta, i miei appunti diventano testo da rigiocarmi come voglio. Ora è arrivata Recall, un'applicazione che promette di diventare l'ennesima estensione del nostro cervello. Tu ti iscrivi e poi, con un'estensione di Chrome o direttamente dentro al sito, aggiungi articoli, post, video e qualsiasi altro contenuto digitale ti voglia ricordare e la sua intelligenza artificiale te li riassume e li indicizza dentro a un unico pentolone. Dove, in un secondo momento, potrai facilmente ricercarli con parole chiave. Sto usando la versione gratuita e, per il momento, funziona benone. Il prossimo passo sarà introiettare la saggezza di un altro grande scrittore latinoamericano, quel Carlos Fuentes che in Cumpleanos scriveva «quizá mi memoria es total porque solo recuerda lo que merece ser recordado». Si capisce da soli, altrimenti potete chiedere a ChatGPT la semplice traduzione.
Dalla newsletter del 7 giugno 2024