Natalia Aspesi: Ci salverà Conte? Non credo
di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Cara Signora, nessuno può negare che è stata meravigliosa quella ventata di entusiasmo che la geniale idea del “movimento” di Beppe Grillo portò in tutte le piazze d’Italia. Poi a Grillo “ll’è ghiuto ’o ggrasso ô core” e si è sconnesso! È stato fagocitato dalla sua presunzione di sapere di politica ed ha commesso madornali errori. È tutto finito? Sicuramente il “grande sogno” si è sbiadito, però c’è Giuseppe Conte (mi augurerei il ritorno di Di Battista) che a me sembra abbia dimostrato ottime qualità per ricomporre, perlomeno in parte, la montagna di macerie che il movimento si è lasciato dietro le spalle. Conte ha dimostrato professionalità nello svolgere l’impegnativo compito politico come Presidente del Consiglio e sa bene confrontarsi e comportarsi con tutti, dal comune e semplice cittadino ai vari capi di Stato che ha incontrato. Con l’avvocato Conte c’è stato subito sentore …
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Cara Signora, nessuno può negare che è stata meravigliosa quella ventata di entusiasmo che la geniale idea del “movimento” di Beppe Grillo portò in tutte le piazze d’Italia. Poi a Grillo “ll’è ghiuto ’o ggrasso ô core” e si è sconnesso! È stato fagocitato dalla sua presunzione di sapere di politica ed ha commesso madornali errori. È tutto finito? Sicuramente il “grande sogno” si è sbiadito, però c’è Giuseppe Conte (mi augurerei il ritorno di Di Battista) che a me sembra abbia dimostrato ottime qualità per ricomporre, perlomeno in parte, la montagna di macerie che il movimento si è lasciato dietro le spalle. Conte ha dimostrato professionalità nello svolgere l’impegnativo compito politico come Presidente del Consiglio e sa bene confrontarsi e comportarsi con tutti, dal comune e semplice cittadino ai vari capi di Stato che ha incontrato. Con l’avvocato Conte c’è stato subito sentore di qualcosa che porta nuova linfa al desiderio di pulizia politica che alberga da sempre nell’animo di tutti gli onesti. L’idea del “campo largo” piace agli elettori, specie agli orfani del Pci nato per dare voce a tutti i poveri sopravvissuti alla tragedia della Seconda guerra mondiale. Non è stato affatto così. La politica di sinistra ha tradito il popolo e sono rimasti inascoltati i bisogni e le lacrime dei vari milioni di “ultimi”. Il M5S ha rispolverato quegli antichi sogni che potrebbero diventare realtà con una seria alleanza tra forze politiche che hanno voglia soprattutto di aiutare gli “ultimi”.
Raffaele Pisani
Gentile Pisani, ecco una serie di idee a cui io sarei, anzi, sono contraria; io non credo alla possibilità che l’avvocato Conte ottenga qualcosa dal nulla, specialmente adesso che guarda all’impresentabile Trump come suo possibile amico: in più avendo da un momento all’altro perso molti voti. Poi non vuole Renzi. Per cose sue, e non ha ancora capito che quell’uomo è quasi, dico quasi, invincibile e rispunterà sempre. Quelli poi che lei, con grande dolcezza, chiama “gli ultimi”: lei si ricorda i tempi di Togliatti e di Berlinguer, ma i tempi sono molto cambiati, e forse il Pd, se non si riesce ad allargare, è diventato troppo stretto nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Sono innamorata dell’uomo che ama solo i miei piedi?
Da anni la seguo con affetto e stima, non so se mi sto rivolgendo alla persona giusta o se davvero dovrei andare in analisi come lui dice… Vado al dunque. Ho 67 anni, pensionamento da settembre, fine carriera scolastica. Un marito, 20 anni fa, due figli, passione violenta in molti sensi, alcolista, divorzio e suo decesso dieci anni fa. Un compagno, storia di dieci anni, conosciuto su Fb,17 anni di differenza, lui di Genova io marchigiana, fine per sfinimento. Non lavorava, era venuto a casa mia, mi ha sollevato psicologicamente durante la malattia dell’ex marito ma alla fine ero stanca, tanto. Gli dico di andarsene, due anni dopo di lui senza sesso. Conosco un tipo su fb ancora di Genova... lunghe chiacchierate. Poi viene a trovarmi e stiamo... bene… feticista, piedi, non facciamo l’amore. All’inizio (un anno fa) gli chiedo ovviamente se avesse donne, mi dice di no... Da lì io inizio a controllare le tipe... molto fuori dalla norma... narcisiste, ondivaghe (satana & cristo... di nicchia dice lui, sfigate dico io) pubblicazioni “strane”... lui mette continui like sulle loro immagini del profilo. Gli dico che mi disturba. Mesi di litigate. Facciamo pace... faccio finta di superare questa sua modalità comunicativa fatta di cuoricini, like continui... ma non riesco. Ricominciamo a litigare spesso,per i like e i cuori, e mi dice che devo andare a parlare con uno psicologo perché lui lo fa ovunque e in buona fede. Smette di mettere like ai profili ma continua a mettere cuori su cuori... a post (arte, letteratura ecc.) pubblicati anche ovviamente dalle tipe di cui sopra. Quando venne a dicembre, ripartì e sotto un post vidi una tipa di quelle che lo invitava a pranzo... lui risponde di essere impegnato ma è un termine che poteva significare impegnato per quel giorno... e via litigate... non ho resistito, ad aprile l’ho richiamato dopo mesi di silenzio... sto perdendo tempo? Mi rimane poco da vivere in fondo... sono stressata, mi dice che mi vuole bene, mi tornerà a trovare tra poco (è venuto giù a luglio) e che questa è l’unica realtà, non fb... Sono malata? Sono gelosa? Non riesco a non controllare, potendo, cosa fa su fb... mi pare di impazzire. Che importanza assumono i social nelle nostre menti? Sono in pericolo? Devo mollare? Devo resistere? Un consiglio se può. Grazie infinite. La prego di omettere il mio nome... Vivo in un piccolo paese. Ricevo la risposta sul Venerdì immagino...GRAZIE. Forse ho tralasciato di dire che parlo bene con lui, di tutto, non abbiamo le stesse vedute ma passiamo ore ore al tel, dallo scorso giugno. Sono innamorata?
Firma Omessa
Gentile signora, perché? Perché vuole amore? Perché accettadi vivere con un uomo che si fa mantenere? Perché lo sostituisce con un signore che ama i piedi e poi fa, perché si diverte, cuoricini in su e in giù? Lei si sente naufragare, si chiede se è innamorata di uno che adora i piedi. E quei due suoi figlioloni grandi che lei nomina appena, non vogliono nulla da lei, se ne stanno lontani? Signora, io forse sono molto all’antica, e se avessi un vecchio amico che mi ha amato molto, non conosciuto con fb, saremmo felici, a vivere il nostro tempo ricordandoci con gioia di un gesto d’amore. Il signore che ama i piedi mette cuoricini a tipe e mi chiedo che senso possa avere, per una donna ultra-adulta, un tipo che crede che i suoi cuoricini vadano proprio dove vuole lui. Signora mi perdoni, sono un po’ stranita, alla sua età mi pare che le signore, per di più maestre in pensione, hanno molte meno avventure e si apprestano a diventare Presidente o Amministratori delegati di qualcosa.
L’immensa Sophia Loren e la sua frase sul carcere
Gentile Natalia, se c’è una immagine che collego spesso con la mente all’immensa Sophia Loren, questa è quando il 19 maggio del 1982 andò incontro al suo destino. Ecco che la circostanza mi ritorna puntuale alla soglia dei suoi novant’anni, che la splendida artista festeggerà il prossimo 20 settembre. Una ricorrenza sentita che sigilla il valore di una donna il cui patrimonio di significative interpretazioni cinematografiche resterà indelebile nella storia del cinema internazionale. Per chi non lo ricordasse, Sophia Loren nel maggio del 1982 dovette scontare una pena che risaliva al 1977, quando fu condannata per evasione fiscale su un imponibile di 112 milioni di lire. Poi nel 2013 è stata messa la parola fine sulla vicenda dalla Cassazione, nel corso di una causa contro il fisco. Il procedimento venne aperto per la dichiarazione dei redditi del 1974 che la Loren presentò, insieme al marito Carlo Ponti. L’attrice allora viveva in Svizzera, poi si trasferì in America. In quel giorno di maggio, consigliata dai suoi avvocati, decise di scontare la sua pena: un mese di reclusione. All’aeroporto di Fiumicino fu prelevata e condotta al carcere femminile di Caserta, dove restò 17 giorni grazie a una licenza “speciale”di tredici giorni per buona condotta. In quei 17 giorni il carcere di Caserta diventò un luogo d’attrazione e le sue compagne le chiesero cose impensabili. All’uscita dal carcere, alle prime luci dell’alba del 5 giugno 1982, rilevò: «Non dimenticherò mai il rumore della porta che si chiude, quel tonfo che fa male quando sai di non avere le chiavi».
Nicola Campoli
Caro signor Campoli, mi piace che lei chiami “immensa” la signora Loren, anche per me resta la persona che più ha rappresentato la fine della guerra perduta e il modo in cui le donne sono riuscite a uscirne, vittoriose. Mi intenerisce anche la frase di lei che, sposata, andò in carcere a Caserta, prendendosi la colpa sbagliata, per 17 giorni, e poi alla fine, uscendone qualche giorno prima, disse una cosa che mi ero persa: «Non dimenticherò mai il rumore della porta che si chiude, quel tonfo che fa male quando sai di non avere le chiavi». Grazie per avermelo ricordato, sul serio.
Sul Venerdì del 6 settembre 2024