Ricette: cosa si nasconde in una macedonia
di Tommaso MelilliNella maggior parte dei casi, in queste righe, mi ritrovo a citare e discutere testi e opere che mi sono piaciuti e che, per qualche motivo, hanno a che fare con cose che si cucinano, si mangiano o si bevono. Ma gli esempi sono in genere positivi.
L’esempio di questa settimana è invece una canzone che ho ascoltato molte volte, fino al giorno in cui ho davvero prestato attenzione al testo e a ciò che dice. La canzone fu scritta a interpretata nel 1959 dal cantante e cabarettista francese Bourvil, ed è tuttora considerata un classico delle playlist di musica francese dei bei tempi andati. La canzone s’intitola Salade de fruit, che significa “insalata di frutta” ed è il termine francese per indicare la macedonia.
È una canzone gioiosa, con sonorità vagamente esotiche, che mi so…
Nella maggior parte dei casi, in queste righe, mi ritrovo a citare e discutere testi e opere che mi sono piaciuti e che, per qualche motivo, hanno a che fare con cose che si cucinano, si mangiano o si bevono. Ma gli esempi sono in genere positivi.
L’esempio di questa settimana è invece una canzone che ho ascoltato molte volte, fino al giorno in cui ho davvero prestato attenzione al testo e a ciò che dice. La canzone fu scritta a interpretata nel 1959 dal cantante e cabarettista francese Bourvil, ed è tuttora considerata un classico delle playlist di musica francese dei bei tempi andati. La canzone s’intitola Salade de fruit, che significa “insalata di frutta” ed è il termine francese per indicare la macedonia.
È una canzone gioiosa, con sonorità vagamente esotiche, che mi sono quindi deciso ad ascoltare e leggere, scoprendo quanto segue: “Tua madre ti ha dato come nome “insalata di frutta” /ah che bel nome! / In nome dei tuoi antenati hawaiani bisogna riconoscere che lo porti bene”.E poi: “Insalata di frutta, bella, bella, bella: / piaci a mio padre, piaci a mia madre, / un giorno o l’altro bisognerà sposarci”.
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“Insalata di frutta” è quindi il nome di una donna che possiamo supporre essere originaria dei territori francesi cosiddetti d’Oltremare. Siamo alla fine degli anni 50, e la Francia si sta scontrando, spesso brutalmente, con le molte rivendicazioni d’indipendenza delle sue colonie. In questo contesto mi pare abbastanza perturbante che un cantante maschio e bianco racconti del suo leggero innamoramento per una giovane donna che viene descritta in termini razziali, sottolineando ogni volta che si può determinati tratti esotici. Di nuovo: “Appesi nella nostra capanna a bordo spiaggia, / ci sono degli ananas, delle noci di cocco: / le ho già assaggiate ma non le voglio più, / è il frutto della tua bocca che vorrei di più".
Insomma, per la sensibilità dei nostri giorni non credo di dover dire di più: mi chiedo però, come si chiedono in molti, quale dovrebbe essere la sorte di testi e prodotti culturali del genere, che sembrano oggi anneriti e ossidati come una macedonia di qualche giorno fa. Dovrebbero essere cancellati e dimenticati (e quindi non citati in questa rubrica), oppure letti, osservati e discussi? Il dubbio rimarrà a lungo, credo: nel frattempo scopriamo come non far ossidare la macedonia.
Ricetta: insalata di frutta
Ingredienti
Frutta fresca di stagione a piacere, in eguali quantità: melone, ribes, lamponi, pesche, albicocche…
Un limone
Sale e zucchero
Un sacchetto da sottovuoto
Come procedere
Tagliate la frutta a pezzi di media dimensione e versateli in una ciotola. Condite con un pizzicodi sale, due cucchiai di zucchero e la scorza grattata del limone. Mescolate, versate nel sacchetto e chiudete sottovuoto. Lasciate in frigorifero almeno due ore e non più di sei. Aprite il sacchetto e servite, con una spruzzata di succo di limone se piace.