Il Venerdì

Gerusalemme, scontro di civiltà (anche) per un parcheggio

Gerusalemme, scontro di civiltà (anche) per un parcheggio

VIAGGI DA FERMO Nella città dove ogni angolo può diventare terra sacra da conquistare o difendere

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Nel suo servizio di copertina sul Venerdì del 6 settembre la nostra inviata a Gerusalemme Francesca Caferri accenna a una storia di cui si era occupata più a lungo in un articolo di qualche tempo fa: il caso del parcheggio del Quartiere armeno. Lo vedete nell'immagine satellitare: è uno dei pochi spiazzi rimasti liberi da costruzioni nella Città Vecchia (la zona si chiama tradizionalmente "Giardino delle Vacche"), e appartiene, appunto, al Patriarcato armeno. Una società immobiliare israeliana ritenuta vicina al ministro di estrema destra Itamar Ben Gvir rivendica un accordo – concluso già nel 2021 con il patriarca – che le darebbe il terreno in concessione per 99 anni: vorrebbe impossessarsene per costruire un hotel di lusso e altre strutture per i pellegrini.

Oggi gli armeni, rinnegando l'operato del patriarca, contestano l'accordo in tribunale: è l'ennesimo tentativo, denunciano, di rompere l'antico status quo di convivenza religiosa nella Città Vecchia, cancellando il più possibile la presenza delle antiche comunità, specie cristiane (gli armeni a Gerusalemme sono ridotti a un migliaio). Così hanno eretto un presidio permanente nel parcheggio, scontrandosi già più di una volta con i bulldozer della compagnia di costruzione, i gruppi di ebrei ortodossi che la spalleggiano, e la stessa polizia israeliana. Destino di una città dove non solo le antiche pietre, ma anche l'asfalto di un parcheggio diventa terra sacra da difendere o conquistare.

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