Il Venerdì

L’influenza dei maschi è davvero più brutta

L’influenza dei maschi è davvero più brutta
1 minuti di lettura

La scena è nota: un uomo disteso sul divano, circondato da fazzoletti di carta, termometri e tazze di bevande bollenti, che dice di sentirsi morire per un raffreddore o una lieve influenza. Gli americani la chiamano man flu, l’influenza maschile, intendendo con essa la presunta abitudine degli uomini di esagerare i lievi disturbi, che le donne superano prima e senza tragedie. Mogli e fidanzate prendono in giro i partner per questo, ma Thea van de Mortel, docente di scienze infermieristiche alla Griffith University, li difende su The Conversation.«Una ricerca condotta su sintomi e durata dei raffreddori in uomini e donne ha mostrato che le seconde all’inizio della malattia esagerano i sintomi, rispetto a un esame medico, più degli uomini, per poi guarire prima di loro, mentre gli uomini riportano sintomi peggiori durante il decorso, ma senza esagerare, perché in effetti guariscono più tardi» dice de Mortel. La ragione di queste differenze sembra risiedere nel fatto che le donne hanno un migliore sistema immunitario, sia per la maggiore produzione di estrogeni, che lo rinforzano, sia per il doppio cromosoma X, che contiene geni legati alle difese contro i patogeni. «Il risultato è che i virus respiratori nelle donne hanno più difficoltà a diffondersi e sopravvivere, mentre negli uomini il campo è più libero, tanto che la loro mortalità da Covid è stata più alta».

I commenti dei lettori