Basta nostalgia: è arrivata la Bossa Nova
di Giuseppe VidettiQuesta fu l’inizio di una favola bella. La fine degli anni 50. Una nuova colonna sonora per i 60, il manifesto di un nuovo modo di vivere sulle note di canzoni (ritmi post-samba) pacate, introverse, sussurrate, contagiose (non tormentose), mai sfacciate ma impietosamente sensuali (da noi, che dopo la guerra avevamo bisogno di aggettivi più bombastici, lo chiamavamo Boom, ma era tutta un’altra musica).
Un’euforia sottile che, dal Brasile, come una nebbia impalpabile, si sarebbe diffusa in tutto il mondo creando reazioni inaspettate e sorprendenti – la Bossa Nova. In oltre sessant’anni quella nebbiolina non si è mai diradata (chiedetelo a Sinatra, Sting, Nino Ferrer, George Michael, Mina, la Vanoni, la Fitzgerald, Sarah Vaughan, Patty Pravo, Everything But The Girl, Ryuichi Sakamoto: sanno esattamente di che “patologia” si tratta). Dalle piccole cose nascono le grandi. Questa davvero sembrava minuscola.
Sembrava… Data: luglio 1958. Titolo: Chega De Saudade (Basta nostalgia o, per…
Questa fu l’inizio di una favola bella. La fine degli anni 50. Una nuova colonna sonora per i 60, il manifesto di un nuovo modo di vivere sulle note di canzoni (ritmi post-samba) pacate, introverse, sussurrate, contagiose (non tormentose), mai sfacciate ma impietosamente sensuali (da noi, che dopo la guerra avevamo bisogno di aggettivi più bombastici, lo chiamavamo Boom, ma era tutta un’altra musica).
Un’euforia sottile che, dal Brasile, come una nebbia impalpabile, si sarebbe diffusa in tutto il mondo creando reazioni inaspettate e sorprendenti – la Bossa Nova. In oltre sessant’anni quella nebbiolina non si è mai diradata (chiedetelo a Sinatra, Sting, Nino Ferrer, George Michael, Mina, la Vanoni, la Fitzgerald, Sarah Vaughan, Patty Pravo, Everything But The Girl, Ryuichi Sakamoto: sanno esattamente di che “patologia” si tratta). Dalle piccole cose nascono le grandi. Questa davvero sembrava minuscola.
Sembrava… Data: luglio 1958. Titolo: Chega De Saudade (Basta nostalgia o, per dirla con chi l’ha tradotta in jazz, No More Blues). Durata della canzone: 1 minuto e 59 secondi. Autori: Vinícius De Moraes e Antônio Carlos Jobim. Interprete: João Gilberto. La storia di Chega De Saudade e dei suoi tre leggendari protagonisti meriterebbe un romanzo del rigaggio di Cent’anni di solitudine. Qui abbiamo appena lo spazio per dire come andarono le cose.
Quel “motivetto” fu inciso nel 1957 da Elizete Cardoso (con Gilberto alla chitarra) e nessuno lo notò, poi João decise di farne un 78 giri con sul retro Bim Bom, un’altra “canzoncina” (1958) che ha fatto storia. E lì iniziò la splendente dinastia dei bossanovari, con re e regine, principi e principesse, e uno stuolo di blasonati pretendenti. E il manifesto? È tutto scritto lì dentro: basta nostalgia? La realtà è che senza di essa non c’è pace, non c’è bellezza, è solo tristezza e malinconia che non mi lascia…