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Massimo Giannini: dopo Sangiuliano chiedo scusa a tutti

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CIRCO MASSIMO Il caso dell’ex ministro della Cultura ci ha fatto capire che non c’è limite al peggio...
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E’ vero. Non c’è mai limite al peggio. E quando tocchiamo il fondo, spesso, noi italiani cominciamo a scavare. Ma qui io vorrei fare un atto di contrizione, proprio a partire da quelle “lacrime di San Gennaro” che abbiamo visto in diretta televisiva, sulla rete ammiraglia dell’Eiar, mentre eravamo seduti a tavola per la cena. Anche noi siamo sinceramente pentiti e dispiaciuti, per quello che è successo. Ma le ragioni non sono le stesse del Beato Sangiuliano.

Lui – con involontario spregio del genere femminile – si autoflagella pubblicamente per aver illuso l’amante e tradito la moglie. Noi ci autodenunciamo tardivamente, per aver irriso e vilipeso i molti ministri, viceministri e sottosegretari delle Prime, Seconde e Terze Repubbliche che prima di lui ci erano parsi ridicoli, patetici, sfrontati e variamente inadeguati. Siamo onesti: queste vette di dilettantismo misto a dadaismo, di melensaggine mista a paraculaggine, nessuno le aveva mai raggiunte. E dunque, facciamo ammenda.

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E’ vero. Non c’è mai limite al peggio. E quando tocchiamo il fondo, spesso, noi italiani cominciamo a scavare. Ma qui io vorrei fare un atto di contrizione, proprio a partire da quelle “lacrime di San Gennaro” che abbiamo visto in diretta televisiva, sulla rete ammiraglia dell’Eiar, mentre eravamo seduti a tavola per la cena. Anche noi siamo sinceramente pentiti e dispiaciuti, per quello che è successo. Ma le ragioni non sono le stesse del Beato Sangiuliano.

Lui – con involontario spregio del genere femminile – si autoflagella pubblicamente per aver illuso l’amante e tradito la moglie. Noi ci autodenunciamo tardivamente, per aver irriso e vilipeso i molti ministri, viceministri e sottosegretari delle Prime, Seconde e Terze Repubbliche che prima di lui ci erano parsi ridicoli, patetici, sfrontati e variamente inadeguati. Siamo onesti: queste vette di dilettantismo misto a dadaismo, di melensaggine mista a paraculaggine, nessuno le aveva mai raggiunte. E dunque, facciamo ammenda.

E chiediamo scusa a tutti gli scappati di casa a Cinque Stelle degli ultimi dieci anni, prendendone uno come uomo-simbolo, Danilo Toninelli, pirotecnico e palestrato ministro delle infrastrutture nell’epoca d’oro del grillismo da combattimento, che crocifiggemmo per le troppe merci che si ostinavano a transitare sull’inesistente «tunnel del Brennero» o il sorriso giulivo col quale dall’apposito Vespa ci spiegò che il nuovo Ponte Morandi dopo la strage di 43 innocenti sarebbe diventato «un luogo di incontro in cui le persone possono giocare, possono mangiare...».

I tre ministri, Danilo Toninelli, Gennaro Sangiulioano, e Claudio Scajola 

Chiediamo scusa a Claudio Scajola, ministro degli Interni nell’era del berlusconismo da barricata, che abitò “a sua insaputa” il famoso attico vista-Colosseo e che, col feretro di Marco Biagi quasi ancora aperto, definì il giuslavorista senza scorta appena assassinato dalle Br «un gran rompicoglioni». Chiediamo scusa al poliedrico Pietro Lunardi, ministro della cazzuola e del mattone negli anni bui delle Leggi Obiettivo, che spiegò agli italiani quanto fosse utile imparare a «convivere con la mafia e la camorra». Chiediamo scusa a Marcello Pera, glorioso presidente del Senato che denunciò in aula «il terrorismo del Pirellone». A Gianni De Michelis che assiso all’hotel Plaza scrisse guide sulle discoteche romane. A Ciriaco De Mita che per fare un bagno in piscina all’hotel Villa Igiea di Palermo mobilitò un contingente dei bersaglieri. Stavo per aggiungere all’elenco il Cavaliere, le sue cene eleganti, le olgettine, Ruby nipote di Mubarak, e poi l’invenzione dello stato della «Estuania» a Pratica di Mare, il ruolo di «kapò» offerto al tedesco Schultz e il saluto inviato volentieri «al papà di questi fratelli Cervi». Poi mi sono fermato. È vero che le gaffe sono l’essenza della politica moderna, e la capacità è stata sostituita dalla fedeltà. Ma non basterebbero cento Sangiuliano a pareggiare i conti con San Silvio.

Sul Venerdì del 13 settembre 2024

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