Guglielmo Marconi, il bell’elettricista
di Daria Galateria«Cercate un altro elettricista!», sembra abbia ingiunto la regina Vittoria, furiosa che ce ne fosse uno ad armeggiare vicino alla Sua persona nella residenza estiva all’Isola di Wight. L’elettricista era Guglielmo Marconi, incaricato in realtà dalla Corona di stabilire una connessione senza fili con lo yacht reale Osborne: al largo dell’isola, vi trascorre la convalescenza il futuro re Edoardo VII, reduce da un incidente di lavoro, una brutta caduta dalle scale al rientro da un ballo (“incidente di lavoro” è formula usata nel sempre amabilissimo Wireless, la biografia di Marconi scritta da Riccardo Chiaberge, presso Garzanti). Il medico curante a bordo e la regina in apprensione si scambiarono centocinquanta messaggi via etere, e la regina Vittoria ebbe modo di offrire un tè al bel Marconi, e farsene ammaliare.
«Cercate un altro elettricista!», sembra abbia ingiunto la regina Vittoria, furiosa che ce ne fosse uno ad armeggiare vicino alla Sua persona nella residenza estiva all’Isola di Wight. L’elettricista era Guglielmo Marconi, incaricato in realtà dalla Corona di stabilire una connessione senza fili con lo yacht reale Osborne: al largo dell’isola, vi trascorre la convalescenza il futuro re Edoardo VII, reduce da un incidente di lavoro, una brutta caduta dalle scale al rientro da un ballo (“incidente di lavoro” è formula usata nel sempre amabilissimo Wireless, la biografia di Marconi scritta da Riccardo Chiaberge, presso Garzanti). Il medico curante a bordo e la regina in apprensione si scambiarono centocinquanta messaggi via etere, e la regina Vittoria ebbe modo di offrire un tè al bel Marconi, e farsene ammaliare.
Guglielmo aveva una madre irlandese, che gli lasciava vassoi col cibo fuori della porta, quando il ragazzo, nel solaio della casa di famiglia a Pontecchio – dove il padre allevava bachi da seta – faceva i suoi esperimenti. Dinastia di distillatori di whisky, Annie era protestante, portava i due figli in Inghilterra, e rientrava solo se il marito teneva lontani i bimbi dalle “superstizioni” impartite in Italia (la religione cattolica). Quando Guglielmo decide di brevettare la sua invenzione, è con la madre che, col berretto alla Sherlock Holmes e il bavero di pelliccia (è il 2 febbraio 1896), parte per l’Inghilterra. È stato il medico di famiglia a raccomandarlo ad Annibale Ferrero, ambasciatore italiano a Londra, che gli ha caldeggiato, già per lettera, il brevetto internazionale – Marconi, con la sua aria dimessa e risoluta, blocca diciannove proprietà intellettuali; ed è così giovane che deve partir soldato. Ferrero scrive al ministro della Marina Benedetto Brin. Il giovane ha partecipato a qualche attività marinara?, si informa il ministro. Come no, a Livorno aveva una barca da pesca, e molti suoi amici sono all’Accademia Navale. Guglielmo viene arruolato in Marina e assegnato come attaché all’ambasciata inglese (non riscuoterà mai la paga).
Sono state le regate di Kingstown – la più prestigiosa manifestazione nautica d’Irlanda – a renderlo famoso in Inghilterra. Due giornali di Dublino, il Daily Express e l’Evening Mail, decidono di “coprirle” in diretta. Il pubblico segue la cronaca minuto per minuto, e l’inviato descrive la cabina-laboratorio in mare di Marconi evocando l’Isola di Prospero della Tempesta di Shakespeare: l’eco del ventiquattrenne che lancia le notizie su «ali di venti invisibili» arriva così alla regina Vittoria, preoccupata per il figlio.
Sul Venerdì del 20 settembre 2024