Skip James,“caratteraccio” del blues
di Giuseppe VidettiQuesto cos’è? Un blues? Roba vecchia? No, Hard Time Killing Floor (sia la leggendaria versione incisa da Skip James nel 1931 che quella del 1966) è modernissima. Neanche un filo di polvere sulla chitarra, né un graffio nella voce. Skip James (1902-1969), uno dei più venerati e oscuri artisti del blues del Delta, scomparso il 3 ottobre di 55 anni fa, era già stato dato per morto almeno vent’anni prima; alcuni colleghi saliti dal Sud a Chicago, come il coetaneo e conterraneo Big Joe Williams, raccontavano del suo caratteraccio, e che fosse stato assassinato laggiù, nel Mississippi.
Fu nell’epoca della grande ondata del Blues Revival dei primi anni 60 che alcuni appassionati (bianchi) – tra loro John Fahey (1939-2001) – scoprirono che in realtà si trovava sì in Mississippi, abbandonato in un ospedale di Tunica. Per 33 anni non aveva più suonato, finché – con una operazione alla Buena Vista Social Club – a Skip e altri sopravvissuti fu concesso il palcoscenico del Newport Folk Fest…
Questo cos’è? Un blues? Roba vecchia? No, Hard Time Killing Floor (sia la leggendaria versione incisa da Skip James nel 1931 che quella del 1966) è modernissima. Neanche un filo di polvere sulla chitarra, né un graffio nella voce. Skip James (1902-1969), uno dei più venerati e oscuri artisti del blues del Delta, scomparso il 3 ottobre di 55 anni fa, era già stato dato per morto almeno vent’anni prima; alcuni colleghi saliti dal Sud a Chicago, come il coetaneo e conterraneo Big Joe Williams, raccontavano del suo caratteraccio, e che fosse stato assassinato laggiù, nel Mississippi.
Fu nell’epoca della grande ondata del Blues Revival dei primi anni 60 che alcuni appassionati (bianchi) – tra loro John Fahey (1939-2001) – scoprirono che in realtà si trovava sì in Mississippi, abbandonato in un ospedale di Tunica. Per 33 anni non aveva più suonato, finché – con una operazione alla Buena Vista Social Club – a Skip e altri sopravvissuti fu concesso il palcoscenico del Newport Folk Festival (1964), e di re-incidere il loro antico repertorio fedelmente ma con migliori tecnologie.
Le tribolazioni di Skip James e il suo “caratteraccio” meriterebbero un biopic (in parte l’ha fatto Wim Wenders in The Soul of a Man); mi fa piangere pensare che negli ultimi anni sbarcava il lunario con i 10 mila dollari di royalties derivanti dalla versione di I’m So Glad incisa dai Cream, e che quando Hard Time Killing Floor fu inserita nella colonna sonora dell’ottimo Fratello, dove sei? dei Fratelli Coen non era più in vita. A voi chiedo di ascoltare questa canzone e di riflettere: quanti di questi artisti gli devono la voce? Vado alla rinfusa: Anohni, Neil Young, Thom Yorke, Prince, Robert Plant, Mathew Bellamy, Barry Gibb, Michael Jackson, Smokey Robinson, Jeff e Tim Buckley, etc, etc, etc…