Vittorio Lingiardi: Mal di “Familila”
di Vittorio LingiardiÈ una storia vera, fin troppo. Due bambini e la madre. Una casa semplice, dove si respirano amore e paura. La paura è un’ombra grande, esce di prigione e rientra, appare e scompare, implora e minaccia. Picchia la moglie, ecchimosi sul collo, sberle che fan saltare i denti. Si chiama Franco, è il padre dei bambini. La sua violenza sembra un destino, non serve sottomettersi né ribellarsi. Anche quando pare allontanarsi, la bestia bisognosa, il maschio maltrattante, ritorna. Segue sull’autobus, sorveglia il posto di lavoro, fruga negli armadi. Il corpo della donna è Licia. La polizia sa, ma non può agire.Ci vuole la denuncia.
Licia una volta l’ha fatta,i figli ancora piccoli, ma è andata male. L’intervento sociale ha infranto il nucleo familiare. Luigi e Alessandro, bambini sottratti e poi restituiti, sono terrorizzati per sempre. Rassegnazione e rabbia si alternano nei cuori. La violenza subita e quella assistita. I fantasmi delle identificazioni.È difficile porre fine al circolo avvel…
È una storia vera, fin troppo. Due bambini e la madre. Una casa semplice, dove si respirano amore e paura. La paura è un’ombra grande, esce di prigione e rientra, appare e scompare, implora e minaccia. Picchia la moglie, ecchimosi sul collo, sberle che fan saltare i denti. Si chiama Franco, è il padre dei bambini. La sua violenza sembra un destino, non serve sottomettersi né ribellarsi. Anche quando pare allontanarsi, la bestia bisognosa, il maschio maltrattante, ritorna. Segue sull’autobus, sorveglia il posto di lavoro, fruga negli armadi. Il corpo della donna è Licia. La polizia sa, ma non può agire.Ci vuole la denuncia.
Licia una volta l’ha fatta,i figli ancora piccoli, ma è andata male. L’intervento sociale ha infranto il nucleo familiare. Luigi e Alessandro, bambini sottratti e poi restituiti, sono terrorizzati per sempre. Rassegnazione e rabbia si alternano nei cuori. La violenza subita e quella assistita. I fantasmi delle identificazioni.È difficile porre fine al circolo avvelenato del dominio. Familia di Francesco Costabile è un film che ha molto da insegnare, soprattutto a chi crede che per salvarsi basta volerlo. I fatti sono accaduti, li ha scritti Luigi Celeste, il figlio piccolo diventato grande, in un libro del 2017: Non sarà sempre così (Piemme). Costabile ne fa tragedia greca e melodramma oscuro, riunisce più generi, ma sa evitare la sovrabbondanza. Fa crescere la tensione, poi depotenzia – e questo ci estenua. Perché viviamo quello che vediamo: il trauma e il suo irradiarsi transgenerazionale; il dissociarsi psichico per non capire che quello che dovrebbe proteggerci è lo stesso che ci abusa. Familia mostra, al di là delle considerazioni frettolose degli esperti del giorno dopo, quanto complesse, labirintiche e contaminate siano le storie dietro alle storie. La solennità latina del titolo allude al male di cui è capace un pater.
Sul Venerdì del 4 ottobre 2024