Michele Serra: per i migranti almeno una toilette
di Michele SerraCaro Michele Serra,in gennaio le scrissi del Silos a Trieste. Ex magazzino di granaglie accanto alla stazione ferroviaria e poi precario ricovero per quelli della rotta balcanica. L’hanno chiuso: Mattarella e il Papa in visita qui non avrebbero gradito quel disdicevole spettacolo di miserie e degrado. Ma quei migranti non hanno smesso di venire. Si sono arrangiati dormendo per terra qua e là. Un manipolo di tenacissimi volontari non ha smesso di aiutarli. Cioè di provvedere ai loro bisogni: cibo, coperte, scarpe e medicazioni. Ma, si sa, i bisogni non solo si hanno ma si devono anche fare, le impellenze dei corpi non sono rimandabili. Il sindaco ha chiuso il sottopasso della stazione. Ha tolto il wc biologico. Quindi loro la fanno dove possono. Una vergogna, dicono tutti. Quegli incivili, pensano molti. Che non si decidono a smettere di arrivare qui.Il problema va risolto a monte, si dirà. È epocale e planetario. Ha tempi lunghi. Giusto. Mi sta bene. Ma che nel frattempo non si possa …
Caro Michele Serra,in gennaio le scrissi del Silos a Trieste. Ex magazzino di granaglie accanto alla stazione ferroviaria e poi precario ricovero per quelli della rotta balcanica. L’hanno chiuso: Mattarella e il Papa in visita qui non avrebbero gradito quel disdicevole spettacolo di miserie e degrado. Ma quei migranti non hanno smesso di venire. Si sono arrangiati dormendo per terra qua e là. Un manipolo di tenacissimi volontari non ha smesso di aiutarli. Cioè di provvedere ai loro bisogni: cibo, coperte, scarpe e medicazioni. Ma, si sa, i bisogni non solo si hanno ma si devono anche fare, le impellenze dei corpi non sono rimandabili. Il sindaco ha chiuso il sottopasso della stazione. Ha tolto il wc biologico. Quindi loro la fanno dove possono. Una vergogna, dicono tutti. Quegli incivili, pensano molti. Che non si decidono a smettere di arrivare qui.Il problema va risolto a monte, si dirà. È epocale e planetario. Ha tempi lunghi. Giusto. Mi sta bene. Ma che nel frattempo non si possa fare niente per ogni tipo di impellenza, bene non mi sta. Il fatto è che noi– e molti altri, quanti non saprei dire – bene non riusciamo a stare se troppi bene non stanno. E che qualcosa in tempi brevi e localmente non si possa fare, non lo accettiamo. Mi spiace doverla aggiornare in negativo, ma la questione com’è andata a finire con quelli dell’ex Silos è ancora in stallo.
Silvia Zetto Cassano
Cara Silvia, il metabolismo è uguale per tutti, non ricordo più quale comico o epigrammista o saggio disse che anche i potenti fanno la cacca, e niente come saperli intenti a questa necessità quotidiana ci permette di considerarli senza deferenza o sudditanza. Evidentemente i potenti dimenticano che anche i diseredati e i senza casa hanno le loro stesse impellenze fisiche. Uno dei principali problemi logistici, quando ci sono grandi assembramenti umani (concerti, raduni) è quello dei gabinetti. Un mio vecchio amico, che organizzava le feste dell’Unità, si considerava il più grande esperto mondiale di cessi chimici. Forse esagerava. Ma certo se ne intendeva. Magari le autorità triestine potrebbero consultare qualche organizzatore di raduni (se non gli garbano le feste rosse, diano un colpo di telefono ad Atreju) e farsi spiegare come fare. Perché si sa – e lei lo dice – che il problema delle migrazioni è gigantesco, e ha tempi lunghi, e nessuno sa bene come affrontarlo. Ma in attesa della Grande Politica, basterebbe una piccola politica per munire Trieste di qualche cesso pubblico in più. Così pulita, così asburgica, possibile che non esista una soluzione igienica decente? Nel caso fosse un costo considerato eccessivo dalla Municipalità, una colletta di privati volonterosi potrebbe contribuire. A meno che il sindaco si offenda, verrebbe da chiedergli: mi scusi, sindaco, quanto occorre per evitare che i migranti siano costretti a farla per la strada?
Serve una storia vera contro le bugie
Gentile Michele, essere di sinistra o di destra dipende dall’amigdala. Questa parte del cervello a forma di mandorla, da qui il nome, è più sviluppata nei conservatori e soprattutto nei reazionari perché sembrano più sensibili all’ansia, che provocherebbe aggressività e paura. Musk, Trump e vari Salvini, Vannacci e Fratelli d’Italia quindi apparterrebbero a questa categoria “biologica”. Come fare a modificare e possibilmente ridurre questa parte del cervello e della politica? Mi viene in soccorso Yuval Noah Harari, storico e filosofo, che nel suo ultimo libro Nexus, e nella bella intervista apparsa su Robinson, così si rivolge a chi vuole contenere il volume dell’amigdala: «Elencare ogni volta le cinquanta falsità che (Trump) ha affermato in un comizio non è interessante. Serve altro per batterlo, perché le bugie non muoiono mai, la caccia alle streghe non è finita nel Sedicesimo secolo, ma rivive nelle teorie cospirazioniste... La domanda da farsi, per cambiare il mondo è: abbiamo una storia migliore da raccontare? Bella scommessa!».
Walter Zeni (Val di Fiemme)
Come è vero! Tanto vero che non aggiungo una parola.
Viviamo più che mai in uno stato di polizia.
Caro Serra, sono una tranquilla signora over 60 e over menopausa, ma a sentire quel che accade mi sale la voglia di incatenarmi davanti al Parlamento o di perfezionarmi nell’arte marziale da me ideata, utilizzando le infinite possibilità del mattarello da sfoglia. Sentire che la risposta della Harris al consumo alimentare degli animali domestici, asserito dal suo sconcertante rivale alla detenzione della valigetta nucleare, sia la solita risatella, senza una parola su chi, disperato, non ha altro di cui nutrirsi in una società capitalista di obesi e confezioni xxl, mi lascia senza speranza. Fibrillo e mi sconvolgo ogni giorno per Gaza, mi deprimo e mi sconcerto per le performance e gli obiettivi di questi campioni italici fascistoidi. Ma ecco la domanda: pare solo a me, o il sequestro del cellulare, del computer e di ogni altro dato alla signora Boccia sia cosa ignobile e da Stato di Polizia? Possibile che tutto si possa giustificare con la presunta “Sicurezza Nazionale”, che risulta particolarmente ridicola nel caso in questione? La prossima volta Boccia o chi per lei imparerà a mettere tutti i dati in un cloud, cambiare disco rigido e sim, e lasciare (ovviamente per pura distrazione) cellulare e pc sotto il diluvio x giorni nel recinto degli elefanti dell’adiacente circo. Lo dico senza nessuna simpatia particolare per la disinvolta signora, ma solo perché il confronto o la lotta col potere (ingiusto) a me pare sempre più impari, vedi decreti sicurezza.
Sdora Indignata
I decreti sicurezza sono una porcheria fascista, e mi scuso per l’eufemismo. Ma non li scomoderei per la Boccia, il cui unico merito è avere dimostrato che il potere è un colabrodo, penetrabile da qualunque parte, permeabile a qualunque beffa. In ogni modo, mi raccomando, lei non deponga il mattarello, arma metaforica in un mondo di maledette armi reali.Capita spesso di invecchiare cinici e rassegnati. Per fortuna, lei fa eccezione.
Deve dire tutti i giorni che i poveri sono stupidi
Caro Serra, mi farebbe piacere che lei iniziasse l’Amaca tutti i giorni con la frase: i poveri sono stupidissimi, indipendentemente dal tema trattato nell’articolo.
Franco Bagni
Capisco l’intenzione. Mi permetto di completare il concetto: i poveri sono stupidissimi perché votano, non tutti ma molti, per chi li sottomette, li umilia e li illude. Sa qual è il problema? Che almeno un paio di volte ho scritto concetti simili, illudendomi che fosse chiara la mia intenzione: i poveri sono più indifesi, meno istruiti, più esposti. Niente è più ignobile (e antipopolare) che approfittare del loro stato di soggezione. Beh, mi sono arrivati parecchi insulti “da sinistra”. Dicevano: ma allora tu disprezzi il popolo! Quando il dito indica la luna, gli stupidi guardano il dito.
La passione di Giorgia per Musk “il grande”
Gentile Serra, leggo che la presidente del Consiglio ha definito Elon Musk «un vero big». L’aggettivo ci sta, il sostantivo a seguire è a libera scelta. Richard B.
La mia formazione fortemente milanese mi suggerisce: grosso pirla?
Sul Venerdì dell’11 ottobre 2024