Il Venerdì

L’Italia ferma per colpa di un chiodo. O no?

L’Italia ferma per colpa di un chiodo. O no?

VIAGGI DA FERMO Alla ricerca dei responsabili del tilt delle ferrovie

1 minuti di lettura

Il chiodo, il chiodo, chissà dov'era quel chiodo che l'altro ieri, 2 ottobre, ha bloccato i treni di mezza Italia. Forse ingrandendo oltre i limiti di Google Maps questa schermata presa a caso dei binari tra Roma Tiburtina e Roma Termini potremmo individuare quel cavo che, colpito appunto da un chiodo durante un intervento di manutenzione ordinaria nella notte tra martedì e mercoledì, ha interrotto l'alimentazione della centralina che controlla la sala operativa delle Ferrovie, la quale dopo un po' ha smesso di funzionare, mandando in tilt la circolazione ferroviaria per buona parte della giornata. Su come sia andata in dettaglio si sta ancora indagando: quasi certamente è stato un errore umano, ma anche una serie di buchi nel sistema di sicurezza che dovrebbe, appunto, assicurare che un errore umano non causi disastri del genere.

Insomma una storia un po' più complicata di come sembra metterla il ministro Salvini, che – non prima di aver dedicato parte della sua giornata a fare gli auguri per la festa dei nonni – ha assicurato di aver chiesto "nomi cognomi e codici fiscali" dei presunti responsabili. Scaricando così la colpa sulla ditta privata che si occupava della manutenzione e, scendi scendi, sul singolo operaio che ha piantato il chiodo. Ma è proprio saggio far pensare a tutti che basti un tizio con un martello a bloccare l'Italia intera?

Dalla newsletter Finalmente è Venerdì del 4 ottobre 2024. Clicca qui per iscriverti, è gratis

I commenti dei lettori