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Alessandro Gassmann: la nuova vita dei magneti

Disegno di Alberto Ruggieri 
Itelyum gestisce i rifiuti industriali e recupera le terre rare. Essenziali per motori elettrici e turbine eoliche
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Voi lo sapevate che anche un magnete può essere riciclato, e la materia di cui è fatto può essere trasformata in un nuovo prodotto? Non è una cosa semplice, ma c’è chi ha messo a punto la tecnologia per risolvere questo e altri problemi industriali, e gestire e valorizzare i cosiddetti “rifiuti industriali”. In Italia (ma anche all’estero) un’esperienza virtuosa è quella di Itelyum.Da sempre pioniere dell’economia circolare, l’azienda gestisce oltre 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti industriali all’anno e conta su 41 siti operativi e più di 1.500 dipendenti. Con un indice di circolarità dell’84 per cento, Itelyum riesce a reinserire risorse preziose nel ciclo economico, creando valore e contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale. Proprio nell’impianto di Ceccano, coordinato con il consorzio di gestione dei rifiuti Erion, è stata messa in funzione una linea per il riciclo di magneti permanenti, che contengono terre rare. Questi materiali sono essenziali per molte tecnologie moderne, come motori elettrici e turbine eoliche, ma la loro estrazione ha un pesante impatto ambientale, e la maggior parte della produzione mondiale è dominata dalla Cina e dalla Russia. L’iniziativa, chiamata New-RE, è un passo avanti verso la riduzione della dipendenza da forniture extra-Ue e un contributo fondamentale all’economia circolare. A regime la capacità di trattamento salirà a duemila tonnellate all’anno, contribuendo al recupero di 500 tonnellate di terre rare, e permettendo all’Italia di rafforzare la sua indipendenza nel settore delle risorse critiche. In un momento storico cruciale per la riduzione dell’impatto ambientale globale, progetti come quello di Itelyum dimostrano che la vera transizione ecologica è possibile.

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