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Turisti per calcio: cosa vedere e dove dormire se si segue la propria squadra in trasferta

(Getty images) 
Oltre a vedere la partita che cosa si fa? In aiuto dei tifosi ci sono siti e guide che uniscono l’amore per il pallone ai consigli di viaggio. Ecco dove trovarli
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Immaginate di trovarvi in una città che non conoscete. Dove siete andati perché la vostra squadra del cuore gioca una partita di calcio. Immaginate di aggirarvi in cerca di un hotel, di un ristorante, di un parcheggio per la macchina o una linea di autobus che vi porti allo stadio. E di farlo evitando di incappare in un gruppo di bellicosi tifosi di casa nient’affatto sostenitori del fair play. Ecco, a tutto questo servono le guide per i tifosi di calcio, di cui l’Inghilterra è stata maestra.

In Italia l’ultima arrivata è Guida turistica per tifosi in Europa del giornalista Sky Mario Giunta. La premessa è che questo possa essere un vademecum per tifosi che non pensano di andare a conquistare una terra nemica. Ma che vivono il calcio in maniera sana. E che magari oltre alla partita abbiano voglia di conoscere la città dove vanno. Si va dal Portogallo alla Germania passando per Spagna, Inghilterra e Francia. Un’infilata di città segnata da squadre blasonatissime: Real Madrid e Barcellon…

Immaginate di trovarvi in una città che non conoscete. Dove siete andati perché la vostra squadra del cuore gioca una partita di calcio. Immaginate di aggirarvi in cerca di un hotel, di un ristorante, di un parcheggio per la macchina o una linea di autobus che vi porti allo stadio. E di farlo evitando di incappare in un gruppo di bellicosi tifosi di casa nient’affatto sostenitori del fair play. Ecco, a tutto questo servono le guide per i tifosi di calcio, di cui l’Inghilterra è stata maestra.

In Italia l’ultima arrivata è Guida turistica per tifosi in Europa del giornalista Sky Mario Giunta. La premessa è che questo possa essere un vademecum per tifosi che non pensano di andare a conquistare una terra nemica. Ma che vivono il calcio in maniera sana. E che magari oltre alla partita abbiano voglia di conoscere la città dove vanno. Si va dal Portogallo alla Germania passando per Spagna, Inghilterra e Francia. Un’infilata di città segnata da squadre blasonatissime: Real Madrid e Barcellona e la Rambla, il Chelsea e Carnaby Street, il Liverpool e il museo dei Beatles, fino allo Sporting Lisbona e il castello di São Jorge. E via così.

«La scelta non è stata facile», dice Giunta, «perché di città belle e di squadre blasonate in Europa ce ne sono tante. Così, anche grazie ad Alberto Gervasi e Niccolò Severini che hanno collaborato con me, abbiamo messo insieme i posti che avevo visitato per lavoro e quelli che loro conoscevano meglio». Perché combinare la passione calcistica con una visita più turistica è possibile. Non a caso, dopo la storia dei club, Giunta segnala le cose culturalmente più interessanti, unendole a quelle più prettamente ludiche, come bar e ristoranti.

Da molto tempo, ormai, le trasferte europee, soprattutto quelle più agevoli da realizzare, sono frequentatissime. Basta vedere gli esodi dei tifosi di squadre come il Borussia Dortmund, per capire che una mappa della città è fondamentale. Non a caso qualche anno fa la casa editrice inContropiede aveva dato alle stampe una serie di guide calcistiche monografiche, le Football City Guides. Piccoli volumi, fatti su misura per essere portati in tasca e carichi di indirizzi utili: da Lisbona a Zagabria, da Napoli a Mosca.

Facendo un salto nel tempo, era il 2009 quando Daniel Ford e Bill Edgar realizzarono la loro guida per aficionados della sfera di cuoio. In copertina piazzarono tre tifosi del Barcellona, impegnati in una trasferta a Parigi, che guardano la Torre Eiffel. È il 2015, invece, quando Massimo Marianella e Letizia Conte danno alle stampe Dove ti porta il calcio, una guida turistica per 43 stadi europei.

Un’occhiata alla rete

Se dalla carta stampata si passa al web, la lista si allunga. In particolare in Gran Bretagna, dove basta digitare football guide. Anche in questo caso lo schema è lo stesso: città, stadio, attrazioni, parcheggio, alberghi e ristoranti. Con una spruzzata di storia locale. Come in footballgroundguide.com che arriva fino ai campionati dilettanti. E ci informa, nel caso raro in cui qualcuno fosse interessato a vedere l’Afc Fylde, che gioca tra i semiprofessionisti, che un pub da non perdere è lo Stanley Arms a Preston. Mentre a Tamworth (la sua squadra gioca nella stessa categoria) si beve bene al The Penny Black. Se poi preferite una tazza di tè, magari per mitigare i rigori dell’inverno inglese, footballinberkshire.co.uk, riporta addirittura il menù dell’Ascot football club: una tazza (in ceramica badate bene) costa 1 sterlina e 10 cent; un burger 2,50 (col formaggio 3).

Tutto il mondo è paese

Andando oltre in Regno Unito, ci viene in soccorso un’altra guida online: footballtripper.com. Volete andare ad Amsterdam e, dopo un giro tra i canali, assistere a un match dell’Ajax? Sì, ma non sapete dove parcheggiare. Niente paura, all’Arena, lo stadio dei biancorossi, ci sono 9 mila posti a disposizione dai 7 ai 14 euro.

Ma siccome a calcio si gioca anche dall’altra parte dell’Oceano, sullo stesso sito si trova la radiografia di due impianti messicani. A partire da Città del Messico dove troneggia l’Azteca. Anche in questo caso i turisti/tifosi sono avvertiti del fatto che l’impianto è facilmente raggiungibile in macchina. Mentre chi preferisce andarci a piedi si prepari a fare 15 chilometri. Magari fermandosi per riprendersi alla Cervecería de Barrio. Dal Messico al Brasile dove per vedere il Flamengo, una delle squadre più gloriose, si deve andare a Rio de Janiero e puntare sul Maracanà. Il consiglio, però, è che trovandosi in una zona residenziale, se cercate un posto dove bere e mangiare è meglio puntare verso quartieri più centrali.

Non solo Londra

Nella sua guida, anche Giunta dà qualche consiglio: «A Nottingham vale la pena mangiare al Bridgford Fish Bar, a Dortmund farsi una grigliata da Strobels, mentre per dormire a Siviglia andate all’hotel Hesperia. Ovviamente il tipo di viaggio a cui pensiamo non è certo quello in hotel 5 stelle o ristoranti stellati. La città che preferisco? Londra. In particolare il quartiere dell’Arsenal. La passeggiata verso lo stadio passando accanto alle classiche case inglesi è un’esperienza da fare».

Il progetto guide non sembra limitarsi a un singolo episodio. «Mi piacerebbe farne altre perché ci sono città come Atene dove il binomio turismo e calcio è indissolubile». E perché anche nelle città già passate in rassegna, ci sono altre squadre e altre zone che vale la pena segnalare. Come Madrid e Vallekas, il quartiere popolare dove gioca il Rayo Vallecano. E in Italia? Difficile pensare a un volume simile. Un po’ perché le distanze tra città sono ridotte, un po’ perché, per sapere che a Roma, oltre alla Lazio e alla Roma, c’è il Colosseo, non c’è bisogno di una guida.

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