Urbiografia calviniana
di Vittorio LingiardiBella l’idea di raccontare Calvino nelle città. Che sono psiche e scrittura, visto che il linguaggio,ci spiega Wittgenstein, «può essere considerato come un dedalo di stradine e di piazze, case vecchie e nuove, case con parti aggiunte in tempi diversi». Italo Calvino nelle città è un film breve scritto da Marco Belpoliti con Davide Ferrario alla regia. Dopo un passaggio alla Festa del Cinema di Roma sarà nelle sale il 28, 29, 30 ottobre.
Potremmo definirlo una urbiografia, intesa come percorso biografico scandito dalle città: le “visibili” – in cui Calvino è cresciuto (Sanremo), dove ha vissuto e lavorato (Torino, Parigi, Roma), o quelle che lo hanno colpito nei suoi viaggi (New York) – e le “invisibili”, nate dalla sua mente e costruite nei meravigliosi racconti del 1972. Dove leggiamo, insegnamento utile a uno psicoanalista, che non ha senso dividere le città (dunque le vite) in felici e infelici, meglio classificarle in città che trasformandosi continuano a dar forma ai desideri e …
Bella l’idea di raccontare Calvino nelle città. Che sono psiche e scrittura, visto che il linguaggio,ci spiega Wittgenstein, «può essere considerato come un dedalo di stradine e di piazze, case vecchie e nuove, case con parti aggiunte in tempi diversi». Italo Calvino nelle città è un film breve scritto da Marco Belpoliti con Davide Ferrario alla regia. Dopo un passaggio alla Festa del Cinema di Roma sarà nelle sale il 28, 29, 30 ottobre.
Potremmo definirlo una urbiografia, intesa come percorso biografico scandito dalle città: le “visibili” – in cui Calvino è cresciuto (Sanremo), dove ha vissuto e lavorato (Torino, Parigi, Roma), o quelle che lo hanno colpito nei suoi viaggi (New York) – e le “invisibili”, nate dalla sua mente e costruite nei meravigliosi racconti del 1972. Dove leggiamo, insegnamento utile a uno psicoanalista, che non ha senso dividere le città (dunque le vite) in felici e infelici, meglio classificarle in città che trasformandosi continuano a dar forma ai desideri e città che invece i desideri li cancellano o da questi sono cancellate.
Con materiali d’archivio, interviste e fotografie, con attori che prestano le loro voci all’opera e alla vita dello scrittore, le città di Calvino si inseguono in uno stream di realtà fisiche e immaginali. Benjamin ne sarebbe contento, lui che per anni ha giocato con l’idea di «articolare lo spazio della vita in una mappa». E anche Caproni: «Tutti i luoghi che ho visto,|che ho visitato,|ora so – ne sono certo: |non ci sono mai stato». Anche chi non conosce (ancora) Italo Calvino, penso a molti giovani,qui potrà avvicinarlo senza apparati e pesantezze critiche. Solo affidandosi a un racconto geometrico, ironico, affettuoso: libro per libro, casa per casa, città per città. Fino al commiato del signor Palomar, «che farà come se fosse morto per vedere come va il mondo senza di lui».
Sul Venerdì del 25 ottobre 2024