✕

Intimissimo Berlinguer

Elio Germano interpreta l’allora segretario generale del Pci nel film Berlinguer. La grande ambizione di Andrea Segre 
1 minuti di lettura

Berlinguer. La grande ambizione è il nuovo film di un regista serio e lontano dai riflettori, Andrea Segre. Che qui compie, senza tradirsi,un salto verso un pubblico più ampio. Salto riuscito, pubblico raggiunto. Berlinguer mi è sembrato un film più affettivo e intimo che storico e politico. Anche se, pensando ai tempi in cui la politica era piena di emozioni e visioni capaci di superare l’ombelico del personalismo cinico, la mia distinzione non tiene. È intimo e politico. Perché ci sono stati anni, è bene che i più giovani lo sappiano, in cui la politica, in questo Paese, toccava insieme corpo, cuore e cervello.

Anni anche terribili e bui, ma fatti di partecipazione e dunque di speranza. Per me è stato un film emotivo anche perché a casa mia, ramo materno, Berlinguer e…

Berlinguer. La grande ambizione è il nuovo film di un regista serio e lontano dai riflettori, Andrea Segre. Che qui compie, senza tradirsi,un salto verso un pubblico più ampio. Salto riuscito, pubblico raggiunto. Berlinguer mi è sembrato un film più affettivo e intimo che storico e politico. Anche se, pensando ai tempi in cui la politica era piena di emozioni e visioni capaci di superare l’ombelico del personalismo cinico, la mia distinzione non tiene. È intimo e politico. Perché ci sono stati anni, è bene che i più giovani lo sappiano, in cui la politica, in questo Paese, toccava insieme corpo, cuore e cervello.

Anni anche terribili e bui, ma fatti di partecipazione e dunque di speranza. Per me è stato un film emotivo anche perché a casa mia, ramo materno, Berlinguer era intoccabile, venerato per la sua fisionomia inscindibile di leader carismatico e uomo sobrio di assoluta rettitudine. Al tempo quindicenne, io invece lo avversavo: è difficile, per un adolescente, apprezzare il compromesso storico. Mentre mi perdo in questi ricordi, la doccia fredda mi arriva parlando con Luciana Castellina: il film l’ha fatta abbastanza arrabbiare «perché quello non è Berlinguer, ma il suo santino, costruito dimenticando i dissensi nel suo stesso partito». Impossibile ricostruire quegli anni mettendoci tutti d’accordo, ma il film ha il merito di (ri)portarci, con la stessa schiva lucidità del protagonista, nel cuore di tempi “politici” e non “antipolitici” come quelli che stiamo vivendo.

È bella l’idea di fare oggi un film su Berlinguer, la sua intimità introversa, così ben compresa da Elio Germano. Gracile e taciturno, Berlinguer non usava slogan, sapeva ascoltare e non era un fanatico. Oggi che la politica è sempre più terra di fanatici, la vocazione laica di Berlinguer non può che farci bene. Come leggere un classico che ancora ci parla e ci commuove.

Sul Venerdì del 1° novembre 2024

Leggi i commenti