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Massimo Giannini: Salvini odiatore h24

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Ma che incubo deve essere, la giornata tipo dell’eroico Matteo Salvini? Provate a mettervi nei suoi panni. La mattina si sveglia, e sa che deve odiare qualcuno. Sente il Gr1, vice-diretto dalla devota Giovanna Cardone, e non si può trattenere. Violenza sessuale a Pesaro, pare compiuta da un africano? E lui commenta «-58 giorni alla sentenza: condannato o assolto per aver difeso l’Italia?». Non so se lo assiste ancora “La Bestia”, cioè la fabbrica di popolarità social inventata dal solerte Luca Morisi, il vulcanico domatore di consensi che monitorava minuto per minuto “l’infosfera globale” (perdonate l’ennesima citazione dal Devoto-Giuli) e sfornava per conto del suo principale ogni tipo di junk-food digitale gradito all’intestino della Rete: post, tweet, meme, foto, video. Tutto, purché riflettesse il peggio del peggio e lo riciclasse su Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, attraverso i “bot”, i “troll” o le persone in carne ed ossa (tipo il Napalm 51 di Crozza) disposte a mettere …

Ma che incubo deve essere, la giornata tipo dell’eroico Matteo Salvini? Provate a mettervi nei suoi panni. La mattina si sveglia, e sa che deve odiare qualcuno. Sente il Gr1, vice-diretto dalla devota Giovanna Cardone, e non si può trattenere. Violenza sessuale a Pesaro, pare compiuta da un africano? E lui commenta «-58 giorni alla sentenza: condannato o assolto per aver difeso l’Italia?». Non so se lo assiste ancora “La Bestia”, cioè la fabbrica di popolarità social inventata dal solerte Luca Morisi, il vulcanico domatore di consensi che monitorava minuto per minuto “l’infosfera globale” (perdonate l’ennesima citazione dal Devoto-Giuli) e sfornava per conto del suo principale ogni tipo di junk-food digitale gradito all’intestino della Rete: post, tweet, meme, foto, video. Tutto, purché riflettesse il peggio del peggio e lo riciclasse su Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, attraverso i “bot”, i “troll” o le persone in carne ed ossa (tipo il Napalm 51 di Crozza) disposte a mettere la faccia su quella banalità del male.

Forse fa da solo, l’indaffaratissimo leader del Carroccio che nei ritagli del poco tempo che ha deve pure fare il vicepremier e il ministro. Ma nonostante i tanti impegni, la salviniana fucina delle cattiverie lavora a buon regime. A parte i gattini e la Nutella, i casti baci e i red carpet con la fidanzata, per il resto è sempre il solito rancore travestito da senso comune. Prima di pranzo il Capitano leghista vede il Tg1, diretto dal fedele Chiocci, e sa che deve continuare a odiare qualcuno. Muore un giovane maliano alla stazione di Verona, sparato a bruciapelo da un poliziotto perché brandiva un coltellaccio da cucina? E lui cinguetta “non ci mancherà”. Poi, a Milano, un ragazzo della stirpe italica rapina i gratta e vinci in un negozio e viene ucciso a forbiciate dai due tabaccai cinesi, e lì ovviamente Matteo tace: nessuna invettiva contro la vittima (perché patriota) e nessuna invocazione della sacra legittima difesa per i carnefici (perché stranieri). Mica vorrai fare come ai tempi di Graziano Stacchio, il benzinaio di Vicenza che nel 2015 ammazzò un nomade rapinatore, e la Lega si mobilitò per mesi e mesi? Ogni cattiveria ha la sua corrente (alternata).

Ma torniamo alla giornata tipo. Nel pomeriggio Salvini va a Palermo, e sa che deve odiare i magistrati in piazza. Poi, siccome è uomo del popolo, torna a Roma, va a fare la spesa e sa che deve odiare quei due “cani” di bangladini che in frutteria gli incartano un chilo di mele. A fine giornata, siccome è un uomo sensibile, porta Francesca Verdini in pizzeria, e sa che deve odiare quei tre “porci” di egiziani che dietro al bancone gli infornano una margherita e una quattro stagioni. “La Bestia” di Morisi non c’è più, ma il povero Matteo quante altre bestie deve cacciare via da questa giungla tricolore? Poi dice che uno si butta a destra.

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