Eric Burdon voleva la pelle nera
di Giuseppe VidettiQuesta era stata una mania dei protagonisti del blues revival, soprattutto in Inghilterra, nei primi anni 60: desiderare di essere neri, per esprimere più compiutamente il significato della musica di cui si sentivano parte senza essere considerati degli scippatori. Poi accadde l’impensabile: i discepoli (inglesi, bianchi) superarono i maestri (americani, neri) e una nuova ondata di blues travolse il mondo del rock – e le classifiche (anche americane).
Non solo i Rolling Stones e i Led Zeppelin, ma soprattutto i Blues Incorporated di Alexis Korner, gli Yardbirds di Eric Clapton, i Bluesbreakers di John Mayall, gli Animals di Eric Burdon, i Them di Van Morrison, i Fleetwood Mac di Peter Green, lo Spencer Davis Group di Steve Winwood.
Eric Burdon (83 anni) fu il più caparbio. Clapton, Winwood e Morrison hanno costruito meravigliose carriere sulle solide basi del blues, l’ex Animals di Newcastle dalla voce potentissima è invece rimasto ancorato alla “negritudine” che lo aveva motiv…
Questa era stata una mania dei protagonisti del blues revival, soprattutto in Inghilterra, nei primi anni 60: desiderare di essere neri, per esprimere più compiutamente il significato della musica di cui si sentivano parte senza essere considerati degli scippatori. Poi accadde l’impensabile: i discepoli (inglesi, bianchi) superarono i maestri (americani, neri) e una nuova ondata di blues travolse il mondo del rock – e le classifiche (anche americane).
Non solo i Rolling Stones e i Led Zeppelin, ma soprattutto i Blues Incorporated di Alexis Korner, gli Yardbirds di Eric Clapton, i Bluesbreakers di John Mayall, gli Animals di Eric Burdon, i Them di Van Morrison, i Fleetwood Mac di Peter Green, lo Spencer Davis Group di Steve Winwood.
Eric Burdon (83 anni) fu il più caparbio. Clapton, Winwood e Morrison hanno costruito meravigliose carriere sulle solide basi del blues, l’ex Animals di Newcastle dalla voce potentissima è invece rimasto ancorato alla “negritudine” che lo aveva motivato agli esordi. E quando, alla fine degli anni 60, il movimento cominciò a sbandare, fondò con Jerry Goldstein un ensemble funk, i War, con la stessa determinazione e le stesse istanze di un vocalist nato e cresciuto nel ghetto di Harlem. I tre album incisi tra il ’70 e il ’76 con i War sono capolavori al pari degli LP Winds of Change (1967) o Love Is (1968) degli Animals (e delle mai dimenticate cover di House of the Rising Sun e Don’t Let Me Be Misunderstood).
Ascoltate con quale autorevolezza Burdon assume il ruolo di predicatore e combattente nero nella travolgente They Can’t Take Away Our Music (da The Black-Man’s Burdon, 1970) per benedire e santificare in un raptus corale gli eroi della musica afroamericana baciati dal blues: Billie Holiday, Charlie Parker, Elmore James, Sam Cooke e Jimi Hendrix.
Sul Venerdì dell’8 novembre 2024