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Flow, un felino junghiano

Il gatto protagonista del film di animazione Flow diretto dal regista lettone Gints Zilbalodis 
PSYCHO La recensione del film animato di Gints Zilbalodis
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Non sono un patito di film di animazione, ma Flow, al tempo stesso sofisticato e artigianale, mi ha conquistato. Il regista è un ragazzo lettone, Gints Zilbalodis, con budget limitato e troppo timido, dice, per dirigere una troupe e dire agli altri quel che devono fare. Così si è messo a creare film animati da solo, con i suoi ritmi e le sue invenzioni. Ha iniziato con l’animazione tradizionale disegnata a mano e poi è passato alla computer-generated imagery.

Tanta introversione caratteriale dà vita a un’opera senza umani né dialoghi (o meglio, i dialoghi ci sono, ma in forma di miagolii, grugniti, abbài, zirli e gracchi), protagonista un gatto solitario e guardingo, come tutti i gatti. In un mondo dove gli umani sono scomparsi, un’inondazione (flow significa corrente) costringe il felino a mettersi in salvo su una barca che, come una piccola Arca di Noè, pian piano raccoglie altri animali: un capibara, un lemure, un labrador, una gru. Sono animali, non hanno sentimentalismi, ed è una…

Non sono un patito di film di animazione, ma Flow, al tempo stesso sofisticato e artigianale, mi ha conquistato. Il regista è un ragazzo lettone, Gints Zilbalodis, con budget limitato e troppo timido, dice, per dirigere una troupe e dire agli altri quel che devono fare. Così si è messo a creare film animati da solo, con i suoi ritmi e le sue invenzioni. Ha iniziato con l’animazione tradizionale disegnata a mano e poi è passato alla computer-generated imagery.

Tanta introversione caratteriale dà vita a un’opera senza umani né dialoghi (o meglio, i dialoghi ci sono, ma in forma di miagolii, grugniti, abbài, zirli e gracchi), protagonista un gatto solitario e guardingo, come tutti i gatti. In un mondo dove gli umani sono scomparsi, un’inondazione (flow significa corrente) costringe il felino a mettersi in salvo su una barca che, come una piccola Arca di Noè, pian piano raccoglie altri animali: un capibara, un lemure, un labrador, una gru. Sono animali, non hanno sentimentalismi, ed è una delle cose più belle del film: Zilbalodis lascia che gli animali si comportino da animali, non li umanizza. Questo non impedisce loro di scoprire che la cooperazione è un sistema di sicurezza ancor più efficace dell’autoconservazione.

Flow-Un mondo da salvare è un film sulle difficoltà, le necessità e anche le gioie della convivenza. Destinato a un pubblico senza età, ai grandi trasmette angosce infantili e ai piccoli, chissà, paure più adulte.La preoccupazione per la nostra comitiva animale cresce come l’alluvione, ricordandoci i rischi climatici a cui è sottoposto il pianeta, ma anche l’universalità junghiana delle fiabe, dove la psiche si trasforma solo superando prove. Flow è un film semplice e profondo che recluta tutti i nostri neuroni specchio. «Magnifico», dice Guillermo del Toro, «lascia senza fiato. È il futuro dell’animazione».

Sul Venerdì dell’8 novembre 20245

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