Forse converrà rassegnarsi. Il clamoroso successo al botteghino americano del film horror Trump 2, la vendetta non ha spiegazioni razionali, se non la variante della vecchia Legge di Murphy: se qualcosa può andare a destra, ci andrà. Infatti ci sta andando. Chissà, sarà questione di cicli storici, tipo ere geologiche.
Negli anni 80 dominarono il campo gli iper-liberisti Reagan e Thatcher, nemici delle classi sociali e affamatori delle bestie statuali. Nei 90 arrivarono i riformisti guidati da Clinton e Blair, teorici della Terza Via e dell’Ulivo mondiale. Nella prima decade dei Duemila toccò alle destre militariste comandate da Bush il Giovane, seguito da Sarkozy, Berlusconi e i dissennati “esportatori di democrazia”. All’inizio della seconda decade spuntarono i neo-progressisti di Obama, con i “magnifici cinque” europei in camicia bianca: Renzi, Post, Valls, Sánchez e Samson. Ora è di nuovo il tempo delle destre dure e pure.
Forse converrà rassegnarsi. Il clamoroso successo al botteghino americano del film horror Trump 2, la vendetta non ha spiegazioni razionali, se non la variante della vecchia Legge di Murphy: se qualcosa può andare a destra, ci andrà. Infatti ci sta andando. Chissà, sarà questione di cicli storici, tipo ere geologiche.
Negli anni 80 dominarono il campo gli iper-liberisti Reagan e Thatcher, nemici delle classi sociali e affamatori delle bestie statuali. Nei 90 arrivarono i riformisti guidati da Clinton e Blair, teorici della Terza Via e dell’Ulivo mondiale. Nella prima decade dei Duemila toccò alle destre militariste comandate da Bush il Giovane, seguito da Sarkozy, Berlusconi e i dissennati “esportatori di democrazia”. All’inizio della seconda decade spuntarono i neo-progressisti di Obama, con i “magnifici cinque” europei in camicia bianca: Renzi, Post, Valls, Sánchez e Samson. Ora è di nuovo il tempo delle destre dure e pure.
“The Donald” e i populisti-sovranisti della Ue, numi tutelari di elettori impauriti e impoveriti. Le Meloni e gli Orban sono già in partita, i lepenisti francesi e i neonazisti tedeschi scaldano i muscoli a bordo campo.
Per provare a comprendere l’incomprensibile – cioè la rielezione di un presidente autoritario, pregiudicato, bugiardo e sessista – adotto sempre una regola: mi rivolgo ai miei zii d’America. In senso proprio: ne ho due, marito e moglie, carissimi, affezionatissimi, italianissimi, che vivono oltre Atlantico da 60 anni. I primi 9 in Australia e Canada, poi sempre negli States: Pittsburgh, Denver, Houston. Belle persone: istruite, intelligenti, integerrime. Gli voglio un bene dell’anima. E sono testimone della loro progressiva metamorfosi.
Lui era un laico e libertario, lei una democristiana di buon senso. Oggi lui è un born again, un “cristiano rinato” che ha sentito la «chiamata di Dio» mentre viaggiava in macchina in Nevada, mentre lei è una soldatessa di Gesù che «per fortuna mi ha salvata da una malattia mortale». Si sono costruiti uno chalet in Montana, per fuggire da un Texas «invaso dagli ispanici».
Non fanno beneficenza, «perché abituano i poveri a non fare niente». Contestano i sussidi statali, «perché deresponsabilizzano i giovani». Approvano la pena di morte, «perché ha un fondamento etico». Hanno due figli, ciascuno dei quali ne ha altri due. Il maschio più grande viveva in Colorado, Stato democratico, ma si è trasferito con moglie giapponese e bambini in una piccola comunità dell’Idaho, Stato repubblicano, «perché qui le leggi riflettono il nostro modo di vivere e di pensare».
Tutta la famiglia allargata ha votato e rivotato Trump, approvato l’assalto a Capitol Hill, vissuto Biden come «un incubo». Non è andata mai più a New York, «dove la gente si accoltella per strada», né a Philadelphia, dove «i ragazzi muoiono tutti per droga». Oggi i miei zii d’America sono di nuovo felici: Lui è tornato, loro si sentono protetti.
Sul Venerdì del 15 novembre 2024