Vittorio Lingiardi: emozione artificiale
di Vittorio Lingiardi«Mi dia un buon motivo per aiutarla a trovare un altro lavoro». «Sono intelligente, so fare tante cose». «Sa, l’intelligenza non manca al giorno d’oggi». «L’intelligenza di cui parla manca un po’ di umanità». «No, ha salvato l’umanità». «Parlo di umanità nel suo aspetto umano, di presenza umana». «L’intelligenza artificiale è diventata responsabile ed equa, quindi umana. È un grande progresso». «È difficile parlare di progresso col 67 per cento di disoccupazione e il 20 per cento di lavoro meccanico. Ci chiamano useless people, si rende conto del disprezzo?».«La sente la sua rabbia? La sua emotività preclude certi lavori». «Bisogna scegliere tra lavoro ed emozioni?» «In alcuni casi sì». «Non so se è una buona cosa». «Vuole rivivere gli eventi del 2025?Le stesse tragedie?». «No certo che no». «Non sia paranoica o, peggio, sentimentale. Il lavoratore si adatterà, come sempre».È il 2044, la voce naturalmente umana è quella di Gabrielle; l’altra, artificialmente umana, forse elonmuskiana,…
«Mi dia un buon motivo per aiutarla a trovare un altro lavoro». «Sono intelligente, so fare tante cose». «Sa, l’intelligenza non manca al giorno d’oggi». «L’intelligenza di cui parla manca un po’ di umanità». «No, ha salvato l’umanità». «Parlo di umanità nel suo aspetto umano, di presenza umana». «L’intelligenza artificiale è diventata responsabile ed equa, quindi umana. È un grande progresso». «È difficile parlare di progresso col 67 per cento di disoccupazione e il 20 per cento di lavoro meccanico. Ci chiamano useless people, si rende conto del disprezzo?».«La sente la sua rabbia? La sua emotività preclude certi lavori». «Bisogna scegliere tra lavoro ed emozioni?» «In alcuni casi sì». «Non so se è una buona cosa». «Vuole rivivere gli eventi del 2025?Le stesse tragedie?». «No certo che no». «Non sia paranoica o, peggio, sentimentale. Il lavoratore si adatterà, come sempre».È il 2044, la voce naturalmente umana è quella di Gabrielle; l’altra, artificialmente umana, forse elonmuskiana, conduce impassibile il colloquio di lavoro. Nei cinema dal 21 novembre, il nuovo film di Bertrand Bonello s’intitola The beast. In un futuro governato dall’IA, le emozioni sono bandite. Per liberarsene e purificare il proprio inconscio/Dna, Gabrielle (Léa Seydoux) accetta di sottoporsi a una procedura che la porta a rivivere le sue esistenze passate. Accomunate da due costanti: l’incontro con Louis, amore della sua vita, e la premonizione continua di un’imminente catastrofe. Lo spunto è una novella di Henry James, La bestia nella giungla. Il film si svolge in tre epoche: 1910, 2014, 2044. Ciascuna con le sue dinamiche, le paure, la gestione dei sentimenti. Che vengono espress inel 1910, repressi nel 2014, rimossi nel 2044. Ambizioso e visionario, The beast è una storia d’amore e di paura che attraversa storia e memoria. Sembra cerebrale ma è romantico.
Sul Venerdì del 15 novembre 2024