Alessandro Gassmann: “Per un buon packaging ci vuole un fungo”
di Alessandro GassmannE se la prossima volta che comprate una tv la portaste a casa avvolta non nel solito polistirolo, ma in un materiale a base di micelio, la radice dei funghi? È questa l’idea innovativa dietro Smush Materials, una startup che sta rivoluzionando il mondo del packaging. Fondata formalmente nel 2024, Smush è nata nel 2021 al Politecnico di Milano grazie a un team che oggi conta quattro responsabili: Sara Mantero, Luca Ficarelli, Marco Lenzi e Luca Schettino.Sono loro che hanno sviluppato un materiale che utilizza sottoprodotti agricoli per creare un’alternativa compostabile al polistirolo. Pensato per il packaging secondario di prodotti pesanti e fragili, il materiale è resistente agli urti, al fuoco e all’acqua, ma soprattutto è completamente smaltibile in modo sostenibile.
Una volta spezzato, può essere gettato nell’umido e compostato entro 90 giorni, rappresentando una soluzione concreta per ridurre l’impatto ambientale dei materiali di imballaggio comunemente usati oggi. Il progetto ha messo radici grazie al percorso di accelerazione e incubazione offerto dal PoliHub e al sostegno del fondo di venture capital della Cassa depositi e prestiti. Smush Materials non si è fermata qui: la startup ha già ricevuto investimenti e importanti riconoscimenti, tra cui il premio Ecomondo 2024 per l’innovazione sostenibile e la partecipazione a un percorso di accelerazione nella Silicon Valley. Con sede a Giussago, in provincia di Pavia, Smush Materials sta attirando l’attenzione di aziende che cercano una soluzione concreta al problema dell’inquinamento da polistirolo. Smush Materials si distingue per il suo approccio rigoroso: il materiale è certificato come compostabile, garantendo performance eccellenti per settori come quello elettronico e manifatturiero, per prodotti pesanti fragili.
Sul Venerdì del 29 novembre 2024