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Massimo Giannini: quelli che non si scusano

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CIRCO MASSIMO Sbagliando si impara. Ma, da Valditara a Delmastro fino a Trump, sembra proprio che nessuno sia pronto ad ammettere i suoi errori
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Diceva l’immenso Bertolt Brecht: «Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore». Se prendiamo per buona l’iperbole, dobbiamo riconoscere che in giro ci sono moltitudini di stakanovisti. Purtroppo, al contrario del grande intellettuale tedesco, tutti questi “lavoratori” non hanno la più pallida idea dei disastri che combinano. Sbagliare, e ragionarci sopra, è il presupposto di ogni progresso umano. Ma proprio per questo, forse, il progresso se la passa così male. C’è un’accelerazione impressionante della Tecnica, che ormai sopravanza e soverchia la Politica: ma non c’è bisogno di chiamarsi Pier Paolo Pasolini, per sapere che la dittatura dell’algoritmo ha a che fare con la crescita economica, non con il progresso sociale.

Nel suo ultimo, prezioso libello (Elogio dell’ignoranza e dell’errore, Einaudi) Gianrico Carofiglio cerca di spiegare agli umani che fallire è premessa inevitabile e indispensabile di ogni processo di apprendimento, e che riconoscere gli errori contribuisce…

Diceva l’immenso Bertolt Brecht: «Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore». Se prendiamo per buona l’iperbole, dobbiamo riconoscere che in giro ci sono moltitudini di stakanovisti. Purtroppo, al contrario del grande intellettuale tedesco, tutti questi “lavoratori” non hanno la più pallida idea dei disastri che combinano. Sbagliare, e ragionarci sopra, è il presupposto di ogni progresso umano. Ma proprio per questo, forse, il progresso se la passa così male. C’è un’accelerazione impressionante della Tecnica, che ormai sopravanza e soverchia la Politica: ma non c’è bisogno di chiamarsi Pier Paolo Pasolini, per sapere che la dittatura dell’algoritmo ha a che fare con la crescita economica, non con il progresso sociale.

Nel suo ultimo, prezioso libello (Elogio dell’ignoranza e dell’errore, Einaudi) Gianrico Carofiglio cerca di spiegare agli umani che fallire è premessa inevitabile e indispensabile di ogni processo di apprendimento, e che riconoscere gli errori contribuisce a renderci persone migliori. Da illuminista/romantico (gran bell’ossimoro, denuncio subito il mio sbaglio), Gianrico pensa come Goethe che gli errori rendano gli uomini più amabili. Vero, ma inverosimile. Per esempio: il ministro Valditara è un piccolo Torquemada della Bovisa, ma pensate come cambierebbe il suo profilo codino e intollerante, se chiedesse scusa a Gino Cecchettin per avergli detto in faccia che il patriarcato non esiste e che i femminicidi sono colpa dei migranti. Oppure: il sottosegretario Delmastro è un piccolo Pinochet della Bassa Vercellese, ma pensate come migliorerebbe la sua immagine di sadico reazionario, se ammettesse contrito di aver ceduto alla barbarie, esaltando «l’intima gioia con la quale togliamo il respiro ai detenuti», in un Paese nel quale in 11 mesi si sono suicidati in carcere 80 disperati.

E Trump? Provate a immaginare cosa diremmo di lui se, con la rude schiettezza che lo contraddistingue, chiedesse perdono agli americani e ammettesse che la scelta di uno stupratore come ministro della Giustizia,di un no vax come ministro della Salute e di una wrestler come ministra dell’Istruzione erano tutte bullshit. E a proposito di inglese, immaginate con quanta simpatia guarderemmo al neo commissario Fitto, se facesse idealmente ammenda con Geoffrey Chaucer o con il bardo di Stratford-upon-Avon per averne martoriato senza pietà il nobilissimo idioma nell’aula dell’Europarlamento. E Renzi, allora? Che figura farebbe, se restituisse il malloppo a Bin Salman annunciando pubblicamente che non prenderà mai più un petrodollaro da un regime che fa a pezzi i giornalisti e maltratta le donne? E qui parlo solo di politica: se allargassimo il ragionamento ad altre sfere della vita, vivremmo in paradiso. Esercitarci all’autocritica, per non sbagliare più in futuro: sarebbe la “riforma etica” di cui parlava sir Karl Popper.

Sul Venerdì del 29 novembre 2024

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