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Totopapa, i favoriti per la prossima fumata bianca

Roma, 13 marzo 2013: dietro una statua di piazza San Pietro, la fumata bianca annuncia l'elezione di José Mario Bergoglio. Foto JOHANNES EISELE/AFP via Getty Images 

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Il borsino dei papabili dall’esperto del “Venerdì”
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Il totopapa ha avuto inizio a metà del 2021, quando il 4 luglio il Pontefice venne ricoverato al Gemelli per un’operazione all’addome. È stato lui stesso a raccontarlo più volte. La prima, il 12 settembre di quell’anno, a Bratislava, durante la visita in Slovacchia, rispondendo a una domanda sulla sua salute, disse di essere «ancora vivo. Nonostante alcuni mi volessero morto. So che ci sono stati persino incontri tra prelati, i quali pensavano che il Papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il conclave. Pazienza!».

Le stelle che in quel momento brillavano nel conclave virtuale erano quelle del cardinale ungherese Péter Erdo, canonista molto apprezzato dai ratzingeriani, Pietro Parolin, diplomatico lucido con un animo sereno e molto pastoral…

Il totopapa ha avuto inizio a metà del 2021, quando il 4 luglio il Pontefice venne ricoverato al Gemelli per un’operazione all’addome. È stato lui stesso a raccontarlo più volte. La prima, il 12 settembre di quell’anno, a Bratislava, durante la visita in Slovacchia, rispondendo a una domanda sulla sua salute, disse di essere «ancora vivo. Nonostante alcuni mi volessero morto. So che ci sono stati persino incontri tra prelati, i quali pensavano che il Papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il conclave. Pazienza!».

Le stelle che in quel momento brillavano nel conclave virtuale erano quelle del cardinale ungherese Péter Erdo, canonista molto apprezzato dai ratzingeriani, Pietro Parolin, diplomatico lucido con un animo sereno e molto pastorale, stimatissimo dagli episcopati strapazzati da Bergoglio, Luis Antonio Tagle, un filippino che in Italia piace alla gente che piace e altrove no, nemmeno nel suo continente, infine il maltese Mario Grech, curiale di pregio, ma segnato dai flop dei sinodi che ha organizzato.

Secondo la migliore tradizione curiale, le frecce hanno cominciato a volare e gli strali più aguzzi sono stati lanciati sul cardinale Erdo, ingenuo per gli uni, passatista (un termine che Papa Francesco usa spesso, insieme a «indietrista») per gli altri e per formazione ed esperienza alieno all’infornata di nuovi cardinali destinati ad entrare in conclave con l’unico accredito accettato dal Papa: sono pastori di Chiese marginali e piccole. Per questi ultimi, l’80 per cento dei cardinali elettori, lo scenario che si presenterà al momento della scelta del futuro Pontefice sarà una Chiesa picconata rabbiosamente fino alle fondamenta, con una Curia Romana che la riforma dettata dalla Praedicate Evangelium affida a “mercenari” strapagati con la «spuzza» (copyright di papa Francesco) delle procure italiane e di alcune consorterie finanziarie che di cattolico non hanno nulla.

Forse, conscio dell’eredità che lascia, a più riprese il Papa ha elogiato la prudenza e la saggezza di Parolin, quasi a dire che se prevarrà un uomo capace di ricostruire le strutture sarà meglio privilegiare la moderazione dell’attuale segretario di stato piuttosto che le probabili asprezze dell’arcivescovo di Budapest.

E così la lista dei papabili si aggiorna, con l’uscita del porporato ungherese e l’entrata in lista di Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e ottimo esempio di una Chiesa italiana incarnata nel Concilio. Troppo “bergogliano” per gli stessi tifosi di Papa Francesco. Come suo sostituto nel cuore del Pontefice potrebbe esserci Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona. Altre voci sostengono che il cardinale di Rabat Cristóbal López Romero potrebbe essere scelto per la sua storia e l’esperienza missionaria in Paraguay e Marocco o un altro candidato gradito a Papa Francesco, perché in piena pace con la modernità, il cardinale José Tolentino de Mendonça.

Ultimo sussurro dalle mura: dotato di aspirazioni proprie sarebbe Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme. Se si accenna a questo suo desiderio, pare si adiri molto. Chissà perché?

Su Repubblica del 29 novembre 2024

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