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Wildlife Photographer of the Year, il grande show della natura

In osservazione di John E. Marriott (Canada): con le due linci vince la categoria “Ritratti di animali” del Wildlife Photographer of the Year 2024 
Compie 60 anni il più prestigioso concorso per fotografi naturalistici. A Milano sono in mostra cento scatti dell’edizione 2024
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«La lince mi ha guardato per un attimo, poi si è voltata e ha ripreso a cacciare insieme ai figli. È stato allora che ho capito che la mia presenza non la infastidiva: quando fotografi animali selvatici c’è sempre un momento in cui l’animale ti fa capire se non ti vuole lì». È così che il canadese John E. Marriott è riuscito a scattare la foto che gli ha fatto vincere la categoria “Ritratti di animali” dell’edizione 2024 (la 60esima) del Wildlife Photographer of the Year, il maggiore concorso di fotografia naturalistica. Fino al 9 febbraio le 100 foto ritenute più belle dalla giuria saranno esposte a MIlano, al Museo della Permanente. «Mi ha colpito il comportamento quasi umano della madre: una volta uccisa la prima lepre, non è rimasta lì a mangiarla ma l’ha lasciata tutta intera ai figli. E si è messa a cercarne altre», spiega Marriott al Venerdì. «Solo dopo averne uccisa una seconda si è messa a mangiare, e a quel punto ha scacciato con una zampata i figli ingordi che erano arrivat…

«La lince mi ha guardato per un attimo, poi si è voltata e ha ripreso a cacciare insieme ai figli. È stato allora che ho capito che la mia presenza non la infastidiva: quando fotografi animali selvatici c’è sempre un momento in cui l’animale ti fa capire se non ti vuole lì». È così che il canadese John E. Marriott è riuscito a scattare la foto che gli ha fatto vincere la categoria “Ritratti di animali” dell’edizione 2024 (la 60esima) del Wildlife Photographer of the Year, il maggiore concorso di fotografia naturalistica. Fino al 9 febbraio le 100 foto ritenute più belle dalla giuria saranno esposte a MIlano, al Museo della Permanente. «Mi ha colpito il comportamento quasi umano della madre: una volta uccisa la prima lepre, non è rimasta lì a mangiarla ma l’ha lasciata tutta intera ai figli. E si è messa a cercarne altre», spiega Marriott al Venerdì. «Solo dopo averne uccisa una seconda si è messa a mangiare, e a quel punto ha scacciato con una zampata i figli ingordi che erano arrivati sperando di fare il bis. Dopo il pasto le tre linci si sono acquattate a riposare e lì ho scattato la foto». L’aria soddisfatta delle linci è giustificata, visto che quel pasto arrivava nel loro anno di carestia. «Nella regione dello Yukon ci sono cicli di 7-10 anni che legano le linci alle loro prede: all’inizio di ogni ciclo le lepri iniziano a riprodursi sempre di più, e così via via cresce anche il numero delle linci. Dopo 7 anni però le lepri esauriscono tutta la vegetazione disponibile. Allora muoiono di fame in massa, e così anche le linci», dice ancora il fotografo.

In lotta per sopravvivere

Un maschio di lince che si stiracchia è invece il soggetto dello scatto di Igor Metelskiy (vincitore della categoria “Animali nel loro ambiente”): «Ci sono voluti sei mesi prima che la mia fototrappola, piazzata su una roccia in un’area in cui avevo visto tracce, cogliesse un momento così intimo», ci spiega. «Usare fototrappole in luoghi sperduti come Primorsky Khai (Russia) significa dover contare sugli abitanti locali per il controllo dell’apparecchiatura e rischiare che animali come orsi o linci la vandalizzino». La lotta per la vita è il tema anche di altre foto premiate al concorso, come lo scatto di Karine Aigner (vincitrice categoria “Comportamento rettili”), un’anaconda gialla che tenta di strangolare un caimano jacarè, e quello di Lory-Antoine Cantin (menzione d’onore nella categoria 11-14 anni), una volpe, nel Parco nazionale Forillon (Canada), con due roditori tra le fauci. Tutt’altro ambiente, ma stessa soddisfazione intuibile nell’animale, nello scatto del franco-australiano Nicolas Remy, menzione d’onore nella categoria “Sott’acqua”.

«Ero in immersione al largo di Sydney, in Australia, in un posto dove in inverno gli squali di Port Jackson si radunano per l’accoppiamento e depongono le uova – dalla singolare forma a cavatappi – tra le rocce», racconta Remy. «Ho visto un giovane squalo testa di toro crestato sgraffignare un uovo – questi squali hanno un olfatto molto acuto che li aiuta a trovare le uova nascoste – e allontanarsi fino a uno spazio aperto lontano dagli altri squali, così da poter estrarre e mangiare il tuorlo in santa pace». La situazione poteva creare problemi: «Era nervoso perché temeva che altri squali gli sottraessero il bottino. E sott’acqua non si può usare il teleobiettivo: così ho dovuto avvicinarmi, ma molto lentamente».

Bentornate praterie marine

Chiaro come il cristallo, di Jason Gulley (Usa): i due lamantini hanno avuto la menzione d’onore nella categoria “Sott’acqua”. 

Un altro spettacolare scatto subacqueo ha assicurato al fotografo americano Jason Gulley la menzione d’onore nella categoria “Sott’acqua”: una femmina di lamantino gioca con il suo cucciolo, immagine ideale per sottolineare la ripresa della vita dopo anni difficili. «Nell’inverno 2021 i fertilizzanti chimici finiti in mare sulla costa Est della Florida hanno causato una fioritura algale da record, che ha ucciso l’erba marina di cui si nutrono i lamantini, causando la più grande moria mai vista», ci dice Gulley. «Vicino a Crystal River, dove mi sono immerso, si è riusciti da qualche anno a rimuovere gli inquinanti e ora le praterie sono tornate. Entrato in acqua per testimoniare questo piccolo miracolo, mi sono imbattuto in questi due lamantini appena svegliati e già pronti a brucare: passano metà della giornata dormendo e l’altra metà mangiando, perché l’erba marina è poco calorica».Ancora più rilassato il quadretto nella foto (fatta con teleobiettivo) di Hikkaduwa L.P. Vinod: un giovane macaco del berretto che dorme tra le braccia materne nel Wilpattu National Park, in Sri Lanka. Un animale in procinto di deliziarsi con un bocconcino di aspetto insolito è ritratto invece nella foto del tedesco Alexis Tinker-Tsavalas (vincitore categoria 15-17 anni): un collembolo (è un insetto) sta per divorare un fungo.

Lo sciame della vita di Shane Gross (Canada) è il vincitore assoluto con uno scatto realizzato nell’isola di Vancouver. Shane Gross 

La fame è stata il vero leitmotiv di questa edizione: anche il vincitore assoluto, il fotoreporter canadese Shane Gross, ha ritratto animali che si apprestano al pasto: «Ero in un laghetto montano sull’isola di Vancouver, che ospita una popolazione di rospi boreali: in estate i girini metamorfizzano, e a quelli della foto erano spuntate da poco le zampe», spiega Gross. «Passano la notte e la mattina nelle parti profonde del lago, al sicuro dai predatori come salamandre e insetti d’acqua, e nel pomeriggio migrano verso le acque meno profonde del lago per nutrirsi di alghe e detriti, e dove però sono più a rischio. Si muovono in sciami perché affidano la loro sopravvivenza al numero».

Sul Venerdì del 29 novembre 2024

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