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Dexter è vivo e uccide insieme a noi. Nel prequel “Original Sin” il ritorno del “buon serial killer”

Una scena di New Blood (prequel della serie Dexter), disponibile dal 13 dicembre su Paramount+ 
Come diventare un assassino e vivere felici: lo racconta la nuova serie prequel sul più virtuoso dei serial killer. Qui interpretato dall’irlandese Patrick Gibson: «Con il permesso dell’“originale” Michael C. Hall»
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I calzini e gli slip. Le magliette. Tutto è perfettamente in ordine nel cassetto. Il letto è rifatto a regola d’arte. Sugli scaffali, libri e videocassette sono geometricamente allineati. Non è certo la camera da letto che ci si immagina da un giovane punk. Perché è così che Patrick Gibson definisce il suo Dexter: «Se guardiamo a quello che la società si aspetta da un ventenne, lui è un anarchico e, sì, è un punk», ci dice al telefono il 29enne attore irlandese, che in Original Sin (dal 13 dicembre su Paramount+), il prequel in dieci puntate di Dexter, la serie più vista nella storia del network americano Showtime, raccoglie il testimone di Michael C. Hall per interpretare il protagonista ventenne. Che non è ancora diventato il serial killer “buono” che tutti conosciamo ma ha già appreso quel rigido Codice ideato per lui dal padre adottivo Harry, che è un poliziotto e qui è interpretato da Christian Slater.

Prima regola del Codice: non farsi prendere. E poi: assicurarsi che la persona…

I calzini e gli slip. Le magliette. Tutto è perfettamente in ordine nel cassetto. Il letto è rifatto a regola d’arte. Sugli scaffali, libri e videocassette sono geometricamente allineati. Non è certo la camera da letto che ci si immagina da un giovane punk. Perché è così che Patrick Gibson definisce il suo Dexter: «Se guardiamo a quello che la società si aspetta da un ventenne, lui è un anarchico e, sì, è un punk», ci dice al telefono il 29enne attore irlandese, che in Original Sin (dal 13 dicembre su Paramount+), il prequel in dieci puntate di Dexter, la serie più vista nella storia del network americano Showtime, raccoglie il testimone di Michael C. Hall per interpretare il protagonista ventenne. Che non è ancora diventato il serial killer “buono” che tutti conosciamo ma ha già appreso quel rigido Codice ideato per lui dal padre adottivo Harry, che è un poliziotto e qui è interpretato da Christian Slater.

Prima regola del Codice: non farsi prendere. E poi: assicurarsi che la persona che stai per uccidere sia davvero colpevole di un omicidio, possibilmente efferato. Papà Harry non è pazzo. Ma ha capito fin da subito che il figlio trasportava dentro di sé un Oscuro Passeggero assetato di sangue. Sotto al letto immacolato, infatti, il ventenne Dexter nasconde una copia di Penthouse, ma sopra le immagini di donne nude ha attaccato articoli di giornale su Ted Bundy e compagni. Le videocassette, ordinate, sono film horror. Quando gli chiedono di sorridere per la foto del diploma riesce a fare un ghigno solo pensando ad American Psycho di Bret Easton Ellis. Sì, è la foto del diploma del corso propedeutico in Medicina. Perché prima di arrivare al Codice, la speranza del padre era che potesse sfogare i suoi istinti sui cadaveri sul tavolo delle autopsie. Ma purtroppo in quei corpi il sangue non scorre più rosso e vischioso…

Una voce nella mente

Avevamo lasciato il Dexter adulto sdraiato sulla neve nei boschi della cittadina immaginaria di Iron Lake colpito a morte da una fucilata alla fine di New Blood, il sequel della serie originaria. Qui lo ritroviamo sul lettino di una sala operatoria: «È proprio vero che quando stai per morire, tutta la tua vita ti scorre davanti», pensa prima di riperdere i sensi.

E allora eccoci catapultati nella Miami del 1991. Tra una Freedom di George Michael e una Ice Ice Baby di Vanilla Ice, il giovane Dexter inizia il suo tirocinio nella Scientifica della Polizia di Miami. «Ho cercato di non pensare troppo alla responsabilità di interpretare il ruolo che è stato di Michael C. Hall. Soffermarmi su quello che il pubblico si aspetta da me non mi permette di essere lucido nel prendere le mie decisioni. Certo, poi è più facile a dirsi che a farsi», ammette Gibson che però ha avuto la benedizione dal Dexter “supremo”. In questa nuova serie Hall continua a essere la voce narrante nella testa del sé stesso ventenne (oltre che produttore esecutivo). «Con Michael ci siamo incontrati una volta e poi ci siamo scambiati delle mail. Mi ha dato degli spunti di riflessione anche piuttosto filosofici sul personaggio. Ma soprattutto mi ha dato il permesso di interpretarlo alla mia maniera: è stato molto generoso da parte sua».

Dexter: star in lista d’attesa

«Avevamo le idee chiare su come sarebbe dovuto essere il giovane Dexter. Cercavamo qualcuno che avesse la stessa grazia e intensità di Michael ma che riuscisse a essere sé stesso», ci dice in video da Long Beach lo sceneggiatore della saga, Clyde Phillips, dopo averci salutato con un «Buongiorno come stai?» in quasi perfetto italiano («ho vissuto sei mesi a Livorno mentre scrivevo un mio libro»). «Alle audizioni Patrick è arrivato molto preparato, lo abbiamo ascoltato e ci è piaciuto. Gli abbiamo cambiato un po’ il colore dei capelli per farli assomigliare di più a quelli di Dexter e poi abbiamo mandato il video alla casa di produzione. Loro hanno detto subito di sì. È stato un gran sollievo perché tanti nomi molto conosciuti aspiravano a quel ruolo e noi non volevamo un volto noto. Scegliere Christian Slater per interpretare Harry, invece, è stato facile e naturale».

Di volti noti in Original Sin, però, ce ne sono: da Patrick Dempsey, che i fan di Grey’s Anatomy stanno ancora piangendo a nove anni dalla sua tragica uscita, e che qui interpreta il capitano della squadra Omicidi della Polizia di Miami (sì, ha sempre la sua foltissima e seducente chioma, solo pettinata all’indietro con la gelatina), a Sarah Michelle Gellar, ovvero Buffy l’ammazzavampiri dell’omonima serie, nel ruolo di esperta forense e capa di Dexter durante il suo tirocinio. «Li abbiamo chiamati perché volevamo attrarre anche il pubblico più giovane oltre a quello già fidelizzato. Ho una figlia ventenne e quando ha detto alle sue amiche che nella serie ci sarebbe stata anche Buffy sono impazzite».

Prendila con filosofia

Se in tanti volevano far parte del cast una ragione c’è. Oltre al grande successo di ascolti, Dexter per otto stagioni, più una di sequel, è riuscita a far schierare milioni di spettatori dalla parte di un serial killer. Buono, per carità. Con una sua morale, per carità. Ma pur sempre un serial killer. «Merito soprattutto di Michael C. Hall, del suo appeal e della sua voce fuori campo che è stata cruciale per creare una connessione con il pubblico. Dexter non è solo un mostro che va in giro ad ammazzare le persone, è un individuo in conflitto con sé stesso, vulnerabile, imperfetto. Le sue azioni sono sempre rivolte contro persone cattive. Viene capito dagli spettatori ed è importante quando si ha a che fare con un antieroe», prova a spiegare Phillips.

«È un personaggio davvero complesso», conferma Gibson. «Quello che mi affascina è che attraverso la narrazione fuori campo siamo costantemente nella sua testa, vediamo il mondo attraverso i suoi occhi. E proprio perché ascoltiamo la sua mente è difficile non empatizzare con lui. Dexter cerca di adattarsi alla società in cui vive ma sente di non farne parte nel modo in cui dovrebbe. C’è un’ambiguità morale. Siamo abituati a storie di eroi e villain, ma è quando il confine tra le due cose si fa sfumato che tutto diventa più interessante e inizi a porti delle domande: cosa è giusto e cosa è sbagliato?», riflette Gibson, i cui studi in Filosofia presso il Trinity College di Dublino si sono rivelati utili per questo ruolo. «Mi hanno abituato a farmi delle domande e vedere dove mi portano, senza accettare le cose che mi vengono dette come verità assolute. E lo faccio anche quando leggo un copione. Cerco di non giudicare il personaggio».

Ad aiutarlo nella parte più sanguinolenta, invece, ci ha pensato la sua abilità con l’arma dei delitti: «Mi piace cucinare. A casa ho una serie di coltelli ben affilati e sono abituato a maneggiarli. Non volevo dare l’impressione di armeggiare con una lama, volevo che i miei movimenti apparissero fluidi. Quindi la mia pratica nel tagliare le verdure mi ha aiutato».

Meteo avverso

Quando uscì la stagione 1 di Dexter, nel 2006, Gibson aveva 11 anni. «Ma la prima volta che l’ho visto ne avevo 13. Forse ero ancora un po’ troppo giovane per il genere, ma mio fratello più grande lo guardava. Ricordo che la mia impressione fu di meraviglia. Era così vivace ma allo stesso tempo c’erano dei momenti piuttosto cruenti», ricorda l’attore. Dopo l’oscurità, il freddo e la neve del sequel New Blood, infatti, è un sollievo tornare a Miami, ai suoi colori vividi e caldi, la musica cubana, i paesaggi solari… Ma Phillips frena: «Siamo andati là a giugno per iniziare a filmare e abbiamo trovato la città distrutta dagli eventi atmosferici estremi. Colpa del riscaldamento globale. Così ci siamo trasferiti qui a Long Beach, a sud di Los Angeles, che nei panorami assomiglia molto a Miami: bellissimi paesaggi con le palme all’orizzonte, il blu del mare, le banchine del porto. In Florida abbiamo girato solo qualche esterno. Dopotutto metà della serie si svolge alla stazione della Polizia». Ma sui colori lo sceneggiatore assicura: «Saranno ancora molto vividi e vibranti».

E poi ci sono tutte le parti di flashback che riportano al 1973, quando il padre di Dexter è un giovane detective e ha una storia d’amore con un’informatrice, la madre biologica del protagonista: «Per queste scene abbiamo usato colori saturi e stupendi, così che il pubblico capisca subito in che anni siamo». Descrivere quei colori lo esalta quasi quanto parlare del nuovo progetto, Dexter: Resurrection, annunciato per il 2025 e in cui tornerà il veneratissimo Michael C. Hall: «Abbiamo trovato il modo di salvarlo da quel colpo di arma da fuoco. Poi rimane in coma per un paio di mesi. Abbiamo girato una splendida scena di apertura», racconta entusiasta. «Quando si sveglia è deciso a ritrovare suo figlio Harrison (che gli aveva sparato alla fine di New Blood, ndr) e viene a sapere che è a New York dove infatti si svolgerà la serie. Il che mi fa felice perché io vivo lì. Sarà una storia padre-figlio in cui il secondo, avendo il Dna del padre e quindi anche del suo Oscuro Passeggero, dovrà decidere che strada prendere. Ma anche il lungo viaggio di Dexter non è ancora finito». Insomma, Dexter è vivo e uccide ancora insieme a noi.

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