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Xmas, ovvero Natale in casa Musk

Elon Musk con la prima compagna Claire Boucher, in arte Grimes. 
Undici figli (tra cui “x Æ a-xii” e quella che ha preferito cambiare direttamente cognome), le loro tre madri (alcune anche in contemporanea), forse il nonno (campione di eugenetica). Benvenuti alle feste più pazze del mondo. E tanti auguri!
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Se siete già in ansia all’idea del pranzo del 25, consolatevi pensando al Natale in casa Musk. Undici figli, da zero a vent’anni. Di cui una, dopo aver cambiato sesso, ha cambiato anche il cognome pur di non essere associata al padre. Le loro tre madri, due delle quali hanno sfornato i pargoli quasi in contemporanea. Se poi si presentasse anche nonno Errol, con i due figli avuti dalla seconda moglie e gli altri due dalla figlia di lei, bisognerebbe allungare la tavola. Badando bene a metterlo a distanza di sicurezza da Maye, sua ex, e madre di Elon che, a cinque anni, la difese proprio da un’aggressione di papà ribattezzato “il maiale” dagli amici di lei.

Per non dire degli aspetti pratici. Tipo chiedere «X Æ A-Xii, mi passi il sale?». O convincere la treenne Exa Dark Sideræl («Una piccola ingegnera. Molto strana» assicura mammà) a finire la pappa. Quando non a spergiurare a Damian, diventato vegetariano a otto anni («Voglio ridurre la mia impronta carbonica») che quelle uova sono st…

Se siete già in ansia all’idea del pranzo del 25, consolatevi pensando al Natale in casa Musk. Undici figli, da zero a vent’anni. Di cui una, dopo aver cambiato sesso, ha cambiato anche il cognome pur di non essere associata al padre. Le loro tre madri, due delle quali hanno sfornato i pargoli quasi in contemporanea. Se poi si presentasse anche nonno Errol, con i due figli avuti dalla seconda moglie e gli altri due dalla figlia di lei, bisognerebbe allungare la tavola. Badando bene a metterlo a distanza di sicurezza da Maye, sua ex, e madre di Elon che, a cinque anni, la difese proprio da un’aggressione di papà ribattezzato “il maiale” dagli amici di lei.

Per non dire degli aspetti pratici. Tipo chiedere «X Æ A-Xii, mi passi il sale?». O convincere la treenne Exa Dark Sideræl («Una piccola ingegnera. Molto strana» assicura mammà) a finire la pappa. Quando non a spergiurare a Damian, diventato vegetariano a otto anni («Voglio ridurre la mia impronta carbonica») che quelle uova sono state deposte da galline allevate a terra con Mozart in sottofondo. “La poltrona non è mai tanto soffice, lo studio tanto caldo e la prospettiva del pasto serale tanto certa come quando si legge del gulag” scrive Martin Amis in Koba il Terribile, il libro su Stalin. Ecco, dopo aver immaginato il desco texano dell’uomo più ricco (e, ormai, il secondo più potente) del mondo, forse comincerete a guardare vostra suocera con occhi nuovi, riderete alle altrimenti rancide barzellette patriarcali del cognato e amerete quel nipote truzzissimo come mai prima. Per dire che Elon, alla fine, ha fatto anche cose buone.

Paranoia nel compound

Musk è mister disruption, produce cambiamenti dirompenti. Generalmente alimentati da altrettante paranoie. Ha reinventato l’industria automobilistica puntando sull’elettrico certo che il petrolio fosse agli sgoccioli. Quella aerospaziale per la convinzione che la Terra sia ecologicamente condannata e ci fosse da preparare un’alternativa multiplanetaria. Era prevedibile, quindi, che – ossessionato com’è dalla denatalità, seconda minaccia esistenziale della sua classifica dopo l’intelligenza artificiale, nonostante le smentite dell’ecumene dei demografi – rivoluzionasse anche il concetto di famiglia. Allargandolo a dismisura. Sia fronte compagne che prole. Trasformandone la geometria da “variabile” (che viviamo in tanti) a “non euclidea”, dove le sue più fondative leggi saltano. Per cui se prima da un punto esterno a una retta passava una sola parallela, ora ne possono passare infinite.

Come le potenziali genitrici dei suoi prossimi figli. Ma intanto familiarizziamo con l’ipotetica reunion natalizia.A cominciare dalla location. Sì, perché l’uomo, che quattro anni fa aveva venduto tutte le case per sistemarsi in una specie di prefabbricato in affitto vicino alla sede di Tesla, ci ha ripensato. E vorrebbe riunire l’harem in un compound a prova di tutto. Il cui pezzo principale consterebbe di «una magione da 1.300 metri quadrati che assomiglia a una villa toscana trapiantata a Austin, Texas» scrive il New York Times in uno scoop molto documentato che il magnate non conferma. Alle spalle del quale sorge un’altra reggia con sei camere da letto per 35 milioni di dollari complessivi, stando a documenti visionati dal giornale. Mentre Elon forse continuerebbe ad abitare in una terza casa, che dista una decina di minuti a piedi. Un assetto che gli permetterebbe di continuare a occuparsi delle sue sei creature aziendali e delle altre biologiche. Sempre che le ex accettino. Il che non è affatto scontato.

Mater certa est

Gioco forza ci tocca un’invasione di campo nel terreno di gioco di Chi e altri rotocalchi. La sua prima moglie è stata Justine Wilson, conosciuta all’università in Canada e oggi autrice di fantasy dark tipo BloodAngel. La sposa nel 2000, quando si avviava a diventare calvo e non aveva deciso di disrupt anche quel destino, e si lasciano nel 2008. Nel mezzo hanno Nevada Alexander, il loro primo bambino, dodicesimo nel conto totale, morto per Sindrome della morte improvvisa del lattante a 10 settimane. E altri cinque figli, in due sessioni da due e tre gemelli. Una squadra da calcetto. Di lì a quattro anni, Elon sposa l’attrice Talulah Riley. Dura fino al 2012, quando divorziano, salvo risposarsi l’anno dopo, per altri tre. La voce è che lei fosse troppo carrierista, non pensasse ad avere figli e questo abbia portato alla rottura definitiva. Nel 2018 Elon inizia una relazione con Claire Boucher, meglio nota come Grimes. Musicista e artista visiva, è quella con cui, a sentire Ashlee Vance, il biografo non addomesticato di Musk, certe sere i due si ingarellavano al gioco di «chi è più pazzo tra me e te?». Senz’altro si trovano sul desiderio di maternità/paternità. Che produce tre figli, i cui nomi confermerebbero la pista della stranezza – ma chi è senza peccato scagli la prima pietra – della coppia.

A confondere una cronologia già piuttosto densa, arrivano i due gemelli nati nel 2021 da Shivon Zilis, la responsabile dei progetti speciali di Neuralink che vorrebbe restituire il movimento ai paralizzati impiantando chip nel loro cervello. Alcuni fatti curiosi. Uno: i due hanno a lungo negato qualsiasi coinvolgimento romantico. Due: i gemelli con Zilis nascono a novembre 2021, poche settimane prima della seconda figlia con Grimes, che comprensibilmente non la prende benissimo. Tre: a peggiorare il tutto, mister Tatto pensa bene di riciclare per una delle figlie con Zilis il nome Valkyrie (sì, valchiria) scelto con Grimes per la bambina. Per sputtanarlo quest’ultima ci scrive addirittura una canzone. Fin quando Elon si rimangia almeno l’affronto del nome scippato che, a quel punto, nessuno userà più.

L’allegra nidiata

Qualcosa di più, quindi, sull’allegra nidiata. Morta il neonato Nevada Alexander, Musk e Justine ricorrono alla fecondazione in vitro che gli porta, nel 2004, i gemelli Griffin e Xavier. Quest’ultimo oggi è diventato Vivian Jenna Wilson e ha preso spettacolarmente le distanze dal padre. Che da quella transizione ha tratto l’occasione per fare della cultura woke, che l’avrebbe ispirata, il suo nemico pubblico numero uno. Nell’ottobre di due anni fa, parlando col Financial Times, Musk aveva incolpato per la rottura con la figlia proprio l’istruzione liberal che imperversa nelle scuole: «È comunismo bello e buono. Che produce il sentimento per cui se sei ricco incarni il male. La nostra relazione magari cambierà e in ogni caso ne ho di molto buone con tutti gli altri figli. Non si può vincere sempre». Fine del rovello. A luglio ha addirittura scritto di essere stato «fregato» nel dare il suo consenso ai trattamenti medici per la riassegnazione del sesso e che suo «figlio è morto». Al che Vivian, che è vivissima, ha risposto via social che da piccola lui, Elon, non c’era mai, sì e no il 10 per cento del tempo che impiegava per prenderla in giro per la sua femminilità. Oltre a dargli del «patetico» e dell’«adultero seriale». Ecco un un posto in meno sicuro al pranzo di Natale!

Dalla stessa mamma, nel 2006, ha avuto la tripletta Kai, Saxon e Damian. Quest’ultimo si è già conquistato una discreta attenzione. Oltre alla precoce scelta vegetariana, riferisce il biografo Walter Isaacson che però è ormai un maestro del superlativo, sarebbe un prodigio della musica classica ed eccellerebbe in matematica e fisica. Al punto che la nonna Maye avrebbe emesso, davanti a Elon, la seguente sentenza: «Penso che sia più intelligente di te». Non si sa se più per sostegno al nipote o per una peculiare forma di odio-amore nei confronti del figlio.

Dopo gli anni childless, e quindi inutili e socialmente riprovevoli con l’attrice Riley («Chi sceglie di non averne di fatto chiede ai figli degli altri di prendersi cura di loro quando invecchiano» twittò l’anno scorso), la fabbrica dei piccoli Musk rientra in funzione nel 2020. A pieno ritmo. Prima con l’artista Grimes con cui concepiscono, oltre al bambino, il suo nome X Æ A-12. Sul cui spelling i due divergono. X è facile, come il social network: immaginate quanto sarà facile capire quando Musk parlerà dell’azienda o del pupo. Ma per la mamma il dittongo si pronuncia AI, intelligenza artificiale. Mentre per il padre ash, come in certe lingue nordiche. A-12, invece, era ispirato dal caccia da ricognizione più amato da entrambi. Non però dallo Stato della California che non accetta numeri per i nomi e ha imposto la correzione in numeri romani: Xii dunque. Che sarebbe «ossessionato dai razzi» e che, dopo che papi l’ha fatto assistere al lancio di Starship finito in una colossale esplosione, ha avuto «per tre giorni un crollo emotivo tipo sindrome da stress post traumatico. Ogni ora si svegliava e diceva “Starship” e dovevo accarezzargli la schiena per calmarlo» ha confessato la mamma.una tombola speciale Ma X, come lo chiamano in famiglia, non è l’unico figlio con Grimes. Solo che tra lui e i suoi due fratelli c’è stato un intermezzo.

In parallelo, infatti, Musk aveva cominciato una relazione con la sua dipendente Zilis. Che, a novembre 2021, sfocia in una coppia di gemelli, il maschio Strider e la femmina Azure. Poche settimane dopo, attraverso una maternità surrogata che l’amica speciale Giorgia Meloni ha reso reato universale (se chiamerà per una videocall di auguri di Natale l’importante sarà non inquadrarla), è arrivata Exa Dark Sideræl, che ricorda tanto la finitura degli ultimi iPhone ma che in casa abbreviano in Y. A cui è seguita nel 2023, tra un lasciarsi e l’altro, Techno Mechanicus che per brevità chiamano Tau. Ultimo, ma non ultimo (accetto scommesse) è un bambino o una bambina su cui vige un assoluto riserbo e si sa solo che è figli* di Zilis ed è nat* nel giugno 2024.

Una genealogia che già rivaleggia quanto a complessità con quella dei Windsor. Con la vistosa aggravante che i nomi dei reali erano tanti ma almeno pronunciabili.Tornando al Natale, l’unica che vivrebbe già nel compound è Zilis, miss Neuralink, e figli. Salvo colpi di scena, loro dovrebbero mangiare il panettone. Grimes, che in passato ha detto di avere con tutti loro buoni rapporti, ha invece una causa in corso con Elon e, a oggi, non ha preso possesso della sua ala. In compenso, mentre il padre affettuosamente notava che per lui la figlia trans era «morto» (sic), Grimes lo smentiva su Twitter dichiarando «io amo e sono infinitamente fiera di Vivian».

Ecco un altro argomento di discussione che, in zona ammazzacaffè, sarebbe bene evitare se per caso passasse nonno Errol. Il quale, nel difendere l’ennesima gaffe del figlio preoccupato per le sorti della specie perché «donne molto intelligenti non fanno figli», lo spiegava a Sky News con analogia equestre: «Non la chiamerei eugenetica, ma ogni nazione ha praticato qualche versione di sopravvivenza dei più adatti. Basterebbe andare in Inghilterra, nella regione dove incrociano i cavalli da corsa, e provare a dire “D’ora in poi incroceremo cavalli di razza con un po’ di vecchi stalloni che ho trovato in Nigeria e tutti direbbero: no, no, no!”». Considerato che viene da un vecchio sudafricano, la battuta assume, se possibile, un retrogusto ancora più aspro. Ma forse non è nemmeno la peggiore del campionario familiare.

Si sa che a una cena nella Silicon Valley, Elon offrì il suo sperma a una coppia che non riusciva ad avere figli. Così come lo fece con Nicole Shanahan, ex moglie del cofondatore di Google e vice del No vax Robert Kennedy jr. nella corsa presidenziale (non sappiamo degli altri ma lei ha rifiutato). Che spasso sarebbe essere una moschina sul muro quando Santa Klaus atterrerà nel loro giardino portando in dono, che so, un drone da combattimento a grandezza naturale o un piccolo chimico potenziato per ottenere idrogeno dall’acqua. O quando si scoprirà che il premio per la tombola magari è un’isola privata. O un campioncino di seme muskiano per le signore. Ogni Natale oscenamente ricco non è per forza felice. È solo assurdo, come quello di tutti, ognuno a modo suo.

Sul Venerdì del 20 dicembre 2024

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