Taxi terapeutico
di Vittorio LingiardiSe quando salite su un taxi vi mettete al telefono o vi buttate su Instagram, questo film vi rivelerà mondi sconosciuti. Confermando che, qualche volta, rara volta, gli estranei (il conducente di un taxi, la cameriera di una tavola calda) sono le persone migliori con cui parlare di sé. Da ieri nelle sale, Una notte a New York (titolo originale Daddio, slang per daddy, il tema del padre è cruciale) è il primo film di Christy Hall. Pensato come pièce teatrale, fatto di primi piani (Dakota Johnson e Sean Penn magistrali), tutto girato all’interno di un taxi. Ma non c’è claustrofobia, perché il viaggio è nella sorpresa dell’incontro, quando le menti si scambiano la pelle.
Una ragazza sale sul taxi all’aeroporto Jfk di New York e chiede di andare a Manhattan. È giovane, bella, sicura. Alla guida del taxi, il classi…
Se quando salite su un taxi vi mettete al telefono o vi buttate su Instagram, questo film vi rivelerà mondi sconosciuti. Confermando che, qualche volta, rara volta, gli estranei (il conducente di un taxi, la cameriera di una tavola calda) sono le persone migliori con cui parlare di sé. Da ieri nelle sale, Una notte a New York (titolo originale Daddio, slang per daddy, il tema del padre è cruciale) è il primo film di Christy Hall. Pensato come pièce teatrale, fatto di primi piani (Dakota Johnson e Sean Penn magistrali), tutto girato all’interno di un taxi. Ma non c’è claustrofobia, perché il viaggio è nella sorpresa dell’incontro, quando le menti si scambiano la pelle.
Una ragazza sale sul taxi all’aeroporto Jfk di New York e chiede di andare a Manhattan. È giovane, bella, sicura. Alla guida del taxi, il classico taxi giallo, c’è Clark, maschio alfa attempato che non sta zitto un minuto, reuccio del mansplaining (quando gli uomini spiegano la vita e il mondo alle donne). Nei momenti di silenzio, lo specchietto retrovisore mette in contatto gli occhi, che sono invece silenziosi. Il tempo del tragitto, nel traffico lento, diventa lo spazio-tempo di un dialogo intimo e inatteso. La ragazza (che non ha nome) e Clark iniziano a raccontarsi, raccolgono la sfida di conoscersi. Come nessuno li ha conosciuti mai, nemmeno loro stessi. «Una piccola storia con implicazioni universali», dice la regista,«oggi che la nostra connessione con gli altri si sta estinguendo, soprattutto a New York. Ma non fatevi illusioni, un estraneo imperfetto può cambiarci la vita, se siamo disposti ad ascoltare».
In fondo, non è anche la psicoanalista, il terapeuta, l’estraneo imperfetto che può cambiarci la vita? L’abitacolo come setting, la tariffa come pagamento della seduta, Una notte a New York è un film su un incontro casuale dal potere psicoanalitico.
Sul Venerdì del 20 dicembre 2024