Chi lo sa. Forse sarà il Natale che arriva, o magari sarà il Giubileo che incombe: il fuoco sacro della fede arde sempre nel cuore e nella mente di questi atei devoti che ci governano, che agitano rosari e vangeli durante i comizi e fanno finta di venerare dio insieme alla patria e alla famiglia. Sta di fatto che, mentre sono agiti da una voglia pazza di punire, sentono un desiderio irrefrenabile di condonare. Condonano tutto, come possono e dove possono. Per depistare gli onesti, inventano formule lessicali fantasiose: sanatorie, definizioni agevolate, ravvedimenti operosi, avvisi bonari, rottamazioni. Ma se non è zuppa è pan bagnato.
Sul fronte tasse, le destre al potere da due anni ci hanno regalato un condono al mese. Ci vuole fantasia anche solo per pensarli, tanti colpi di spugna. Dagli abusi edilizi al concordato preventivo, dalle cartelle esattoriali alle multe stradali, dai mancati versamenti Irpef alle omesse emissioni di scontrini e ricevute, dai contributi Inps ai versamen…
Chi lo sa. Forse sarà il Natale che arriva, o magari sarà il Giubileo che incombe: il fuoco sacro della fede arde sempre nel cuore e nella mente di questi atei devoti che ci governano, che agitano rosari e vangeli durante i comizi e fanno finta di venerare dio insieme alla patria e alla famiglia. Sta di fatto che, mentre sono agiti da una voglia pazza di punire, sentono un desiderio irrefrenabile di condonare. Condonano tutto, come possono e dove possono. Per depistare gli onesti, inventano formule lessicali fantasiose: sanatorie, definizioni agevolate, ravvedimenti operosi, avvisi bonari, rottamazioni. Ma se non è zuppa è pan bagnato.
Sul fronte tasse, le destre al potere da due anni ci hanno regalato un condono al mese. Ci vuole fantasia anche solo per pensarli, tanti colpi di spugna. Dagli abusi edilizi al concordato preventivo, dalle cartelle esattoriali alle multe stradali, dai mancati versamenti Irpef alle omesse emissioni di scontrini e ricevute, dai contributi Inps ai versamenti Inail, dagli scudi fiscali al salva-calcio, dai guadagni in cripto-valute alla conciliazione delle liti pendenti. Alla fiera dei condoni, paghi due soldi, e tutto è perdonato: amici come prima. Il vero condonatore seriale è Matteo Salvini, il peggior ministro dei Trasporti dall’invenzione della ruota.
A volte mi chiedo se “l’intima gioia” che prova nel tendere la mano a qualunque cialtrone per mondarlo dai reati e dai peccati gli serva a esorcizzare qualche trauma vissuto da piccolo. Ci deve essere un movente psicanalitico e pre-politico, che va al di là della manciata di voti che la “condonite acuta” ti assicura ogni volta. Non mi spiego altrimenti l’ultimo condono, il più osceno e vergognoso di tutti: quello sulle multe da 100 euro inflitte a suo tempo a medici e infermieri, poliziotti e carabinieri, cioè alle categorie che durante il Covid avevano l’obbligo di vaccinarsi e non l’hanno fatto. Un “tributo postumo” ai delinquenti No Vax, che Capitan Matteo ha giustificato dicendo «ora bisogna chiudere il contenzioso col passato». Con tutto il rispetto, signor vicepremier: qui l’unico contenzioso da chiudere è quello tra il suo cervello e il senso di responsabilità, l’etica pubblica, il bene comune. Al Gianburrasca che guida il Carroccio verso il baratro non c’è bisogno di ricordare che la pandemia ha fatto quasi 200 mila morti in Italia, e che senza vaccini sarebbero diventati dieci volte tanti.
Lui se ne frega. E io ho appena avuto una soffiata: tra un gattino sui social e un inchino a Trump, il Grande Condonatore prepara già i due prossimi “colpi di spugna”, da lasciare sotto l’albero il 25 dicembre. Il primo è per le curve ultrà (meglio se del Milan): via il Daspo, basta colpevolizzare i simpatici capi del tifo, che col merchandising in nero, lo spaccio di droga e il giro della prostituzione muovono l’economia e aiutano il Pil a crescere. Il secondo è per le mafie: basta manette, col Ponte sullo Stretto perderanno un sacco di affari. Meritano un premio: è Natale anche per loro.
Sul Venerdì del 20 dicembre 2024