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Kipling, un libro della giungla per i ragazzi inglesi

Rudyard Kipling a Burwash, Sussex, Inghilterra meridionale, in una foto degli anni Venti (Gamma-Keystone via Getty Images) 
Tornano gli ultimi racconti che il grande autore britannico scrisse per i più giovani. Protagonista Puck, il folletto cantato da Shakespeare, superstite di un’antichità popolata di spiriti e magia
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Puck, nell’originale Puck of Pook’s Hill, uscì nel 1907, anno in cui Rudyard Kipling vinse il Premio Nobel. Lo scrittore cinquantaduenne aveva già pubblicato tutti i libri per cui è famoso oggi, ma la sua attività continuò molto intensa ancora per i tre decenni successivi. Sempre gli sarebbe rimasta congeniale la dimensione breve del racconto, frutto di una elaborazione molto deliberata. I racconti non li scriveva mai in fretta, spiegò, e comunque la prima stesura riposava a lungo prima di essere corretta meticolosamente con un pennellino intinto nell’inchiostro di china onde cancellare frasi e parole superflue; il testo veniva poi ripreso e rivisitato più volte, anche a distanza di anni, fino alla versione definitiva.

I romanzi di maggior successo, come I racconti della giungla e Kim, sono in realtà raccolte di racconti collegati mediante un disegno che emerge gradualmente. Qui, come nei poco meno popolari Capitani coraggiosi o Stalky & Co., i protagonisti sono ragazzi, giovani o…

Puck, nell’originale Puck of Pook’s Hill, uscì nel 1907, anno in cui Rudyard Kipling vinse il Premio Nobel. Lo scrittore cinquantaduenne aveva già pubblicato tutti i libri per cui è famoso oggi, ma la sua attività continuò molto intensa ancora per i tre decenni successivi. Sempre gli sarebbe rimasta congeniale la dimensione breve del racconto, frutto di una elaborazione molto deliberata. I racconti non li scriveva mai in fretta, spiegò, e comunque la prima stesura riposava a lungo prima di essere corretta meticolosamente con un pennellino intinto nell’inchiostro di china onde cancellare frasi e parole superflue; il testo veniva poi ripreso e rivisitato più volte, anche a distanza di anni, fino alla versione definitiva.

I romanzi di maggior successo, come I racconti della giungla e Kim, sono in realtà raccolte di racconti collegati mediante un disegno che emerge gradualmente. Qui, come nei poco meno popolari Capitani coraggiosi o Stalky & Co., i protagonisti sono ragazzi, giovani o giovanissimi, e le storie sono storie di iniziazione alla vita.

Fratellini coraggiosi

Anche Puck è una raccolta di storie, storie questa volta raccontate a beneficio di due fratellini, Una e Dan. Sono collocate nell’Inghilterra del passato, un paese incantato come la giungla indiana del bambino Mowgli. Guida di Mowgli era il saggio orso Baloo; in Puck funge da mentore il folletto eponimo, proprio quello presente in tante leggende locali e immortalato da Shakespeare, con la differenza che, mentre nel Sogno di una notte di mezza estate Puck è un monello dai superpoteri, sprizzante energia e in grado di soddisfare i capricci del re del popolo della notte, il Puck odierno è un sopravvissuto, fisicamente malandato, relitto di tempi in cui il soprannaturale vigeva in perfetta simbiosi con il quotidiano.

«È la verità», dice costui: «gli spiriti delle colline sono andati tutti via. Li ho visti arrivare nella Vecchia Inghilterra e li ho visti ripartire: giganti, troll, coboldi, spiritelli, elfi e folletti; spiriti dei boschi, degli alberi, dei poggi e delle acqua; popolo della brughiera, guardiani delle colline, custodi dei tesori, silfi, gnomi, fate, streghe, stregoni e compagnia... spariti tutti, ormai! Io sono venuto in Inghilterra con la Quercia, il Frassino e lo Spino, e quando Quercia, Frassino e Spino spariranno, anch’io sparirò».

Questo superstite si manifesta all’improvviso ai bambini che hanno audacemente recitato per gioco, soli soletti, proprio il Sogno di Shakespeare: due bambini dotati di fantasia, curiosità e disponibilità verso l’ignoto, infaticabili nell’esplorazione di quell’angolo dell’agreste Sussex orientale dove lo stesso Kipling ebbe una casa molto amata, approdo definitivo di una esistenza trascorsa in giro per il pianeta.

Spade magiche e pirati

Una e Dan sono appassionati lettori di libri, romanzi e raccolte di leggende, comprese Le mille e una notte, ma con un particolare interesse per l’antica Inghilterra. A beneficio di questi ascoltatori entusiasti, Puck non solo rievoca momenti del passato di quei luoghi, anche agli albori della Storia, ma ne produce testimoni in carne ed ossa, cominciando con un autentico cavaliere medievale con tanto di armatura, un normanno dell’epoca della battaglia di Hastings. Questi, stimolato da Puck, riferisce ai ragazzi le sue peripezie e disavventure, compresa, quando diventò maniscalco, la forgiatura di una spada magica che ricomparirà in altri episodi. In seguito, durante una serie di pomeriggi dorati (“golden afternoon” chiamò il reverendo Dodgson quello della gita sul fiume in cui inventò le avventure di Alice per i figlioletti del rettore Liddell), i bambini fanno nuovi incontri e ascoltano altre vicende. Una volta che salgono in barca e giocano ai pirati, apprendono di una antica spedizione di navi sassoni fino in Africa e del suo ritorno con un carico prezioso, conquistato dopo una lotta contro una strana popolazione di giganti pelosi e inarticolati. Suggerendo che costoro fossero dei gorilla, i bambini stupiscono il narratore che non li aveva mai identificati per tali.

Anche questi bambini, proprio come Mowgli, ascoltano e imparano, ma hanno una loro superiorità – Mowgli sugli animali, loro su gente di un passato che poi ha fatto progressi – superiorità di cui non si rendono conto, ma che ogni tanto viene fuori; come quando mostrano una bussola, che hanno in tasca, a un meravigliato navigatore di secoli prima; o confrontano la fionda di un fromboliere con la loro, munita di un moderno elastico. Dunque, scene di vita nell’antichità riferite vividamente da chi le ha vissute; non aneddoti famosi della Storia, ma momenti animati dall’occhio di un grande giornalista attento ai particolari minuti. Queste vignette, che scrisse con molto gusto, l’autore corredò inoltre di poesie, scomparse da edizioni successive ma abbastanza buone perché T.S.Eliot ne includesse alcune nell’edizione dei versi di Kipling che curò nel 1941.

Pazzi questi romani

La parte più corposa e avvincente delle storie riguarda l’Inghilterra occupata dai romani, e in particolare una guarnigione che ha il compito di difendere il Vallo di Adriano. Lontano, a sud, l’impero sta scricchiolando, e arrivano sentori di una lotta tra candidati al trono, l’impegno nella quale fa sì che vengano lesinati rinforzi a questo distaccamento periferico, lasciato a destreggiarsi tra la minaccia dei Pitti (gli indigeni) e altri potenziali invasori.

L’angloindiano Kipling capisce bene la situazione di questi romani sempre vissuti in terra di occupazione ma con l’occhio alla patria lontana, nella delicata condizione di colonizzatori stanziali che devono imporsi sul contesto. Per loro, come per lui, l’imperialismo non ha caratteri trionfalistici, ma è una necessità ineluttabile (il “fardello dell’uomo bianco”). Puck fu comunque l’ultimo suo libro per ragazzi. Anche i figli dell’autore delle Storie proprio così stavano crescendo. Dopo meno di dieci anni il maggiore, non ancora diciannovenne, cadde alla battaglia di Loos. Benché due volte riformato per gravi difetti di vista, era stato arruolato dietro precise insistenze del padre. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.

Sul Venerdì del 20 dicembre 2024

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