Il Venerdì

Il Venerdì di fine anno è speciale: 21 ragioni per amare il 21° secolo

In copertina, illustrazione di Lorenzo Petrantoni
In copertina, illustrazione di Lorenzo Petrantoni 

Sul numero del 27 dicembre aspettiamo il 2025 con le “buone notizie” che ci hanno accompagnato dal 2000 a oggi. Nonostante tutto...

1 minuti di lettura

Che cosa ricordate di questo primo quarto di secolo che sta per finire? Guerre, attentati, una pandemia, la crisi climatica… Sul nuovo Venerdì, in edicola il 27 dicembre con Repubblica, proviamo a guardare al passato – e al futuro – con un po’ di ottimismo in più. Abbiamo chiesto a 21 dei nostri collaboratori di trovare altrettanti motivi per voler bene a questo ventunesimo secolo. Ecco allora, per citarne solo qualcuno: Natalia Aspesi che sottolinea come alla guida dei due maggiori partiti ci siano due donne – cosa impensabile 25 anni fa; Corrado Augias che elogia Wikipedia, tutto il sapere a portata di clic; Lucio Caracciolo che si sorprende per il senso di solidarietà che noi italiani abbiamo dimostrato durante il Covid; Massimo Giannini che difende l’euro; Vittorio Lingiardi che ricorda la legge sulle unioni civili; e Michele Serra, proprio lui, che apprezza i progressi della tecnologia, smartphone compresi…

Sul nuovo Venerdì anche una serie di pagine con gli avvenimenti da ricordare dell’anno appena passato. L’oroscopo di Giuseppe Sorgi per prevedere, segno per segno, come sarà il 2025 – senza prenderli troppo sul serio. E una sfilata di fatti e personaggi – e persino animali! – di cui sentiremo parlare nel prossimo anno: dal Somaliland, il nuovo Stato che sta per essere riconosciuto, a Ray Kurtzweil, il pioniere dell’Intelligenza Artificiale, dalla casa produttrice A24, che punta a sbancare ancora gli Oscar, fino al vecchio Casanova, che sta per compiere 300 anni.

I commenti dei lettori