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“Piccole cose come queste”: fare pace con il dolore

Cillian Murphy (nel film Bill Furlong, un commerciante di carbone) è il protagonista di Piccole cose come queste, del regista Tim Mielants (Peaky Blinders) 
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Diretto da Tim Mielants (Peaky Blinders) e nelle sale da fine novembre, Piccole cose come queste non è un film per iniziare l’anno in allegria. Alla fine, però, emette un raggio di luce, e in tempi come questi facciamocelo bastare. Siamo in Irlanda negli anni Ottanta, ma potrebbero essere gli anni Trenta o Cinquanta. Bill Furlong è un commerciante di carbone che ha dedicato la vita al lavoro, alla moglie Eileen e alle cinque figlie. Solitario e taciturno, cerca di proteggersi da un dolore che lo possiede fin dall’infanzia. Consegnando carbone alle suore, s’imbatte nell’orrendo segreto del convento, che altro non è che una famigerata Casa Magdalene, uno dei tanti “istituti correttivi” irlandesi dove, fino alla fine del secolo scorso (l’ultima Casa è stata chiusa nel 1996), le ragazze madri e altre giovani “peccatrici” venivano rinchiuse, punite, sfruttate e separate dai loro bambini. Il cinema le ha raccontate in Magdalene (di Peter Mullan, 2002) e in Philomena (di Stephen Frears, 2013…

Diretto da Tim Mielants (Peaky Blinders) e nelle sale da fine novembre, Piccole cose come queste non è un film per iniziare l’anno in allegria. Alla fine, però, emette un raggio di luce, e in tempi come questi facciamocelo bastare. Siamo in Irlanda negli anni Ottanta, ma potrebbero essere gli anni Trenta o Cinquanta. Bill Furlong è un commerciante di carbone che ha dedicato la vita al lavoro, alla moglie Eileen e alle cinque figlie. Solitario e taciturno, cerca di proteggersi da un dolore che lo possiede fin dall’infanzia. Consegnando carbone alle suore, s’imbatte nell’orrendo segreto del convento, che altro non è che una famigerata Casa Magdalene, uno dei tanti “istituti correttivi” irlandesi dove, fino alla fine del secolo scorso (l’ultima Casa è stata chiusa nel 1996), le ragazze madri e altre giovani “peccatrici” venivano rinchiuse, punite, sfruttate e separate dai loro bambini. Il cinema le ha raccontate in Magdalene (di Peter Mullan, 2002) e in Philomena (di Stephen Frears, 2013).

L’incontro con la disumanità delle suore dilata la ferita traumatica di Bill e interroga la sua coscienza: girarsi dall’altra parte oppure, sfidando il silenzio della comunità e mettendo in pericolo l’istruzione delle figlie, denunciare gli abusi? Claire Keegan, autrice di Piccole cose da nulla, sulla cui storia è basato il film, lo scrive così:«Si ritrovò a domandarsi che senso aveva essere vivi se non ci si aiutava l’uno con l’altro. Era possibile tirare avanti per anni, decenni, una vita intera senza avere per una volta il coraggio di andare contro le cose com’erano e continuare a dirsi cristiani, a guardarsi allo specchio?». Come la recitazione di Cillian Murphy, Piccole cose come queste è un film sussurrato e potente,che resta nei giorni. Ci spiega che riconoscere il dolore dell’altro è anche un modo per far pace con il proprio.

Sul Venerdì del 3 gennaio 2025

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