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Fred Neil tra la musica e i delfini

La copertina dell’album di Fred Neil Sessions (1968) che contiene Look Over Yonder 
La canzone della settimana è “The Dolphins” di Fred Neil
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Questo è uno che non ci ha mai creduto, non era convinto che quella fosse la sua missione. Nel mondo dello showbusiness si comportava esattamente come un impiegato alle prese con un lavoro alienante, magari con un capufficio-stalker, che cerca di lenire la frustrazione continuando a ripetersi, la mia vita è altrove.

La vita di Fred Neil (1936-2001) era accanto ai delfini. Per curarli, si staccò gradualmente dalla musica, forse anche orgoglioso, ma per niente lusingato di aver scritto per Buddy Holly e Roy Orbison, inciso demo per Elvis, essere stato un artista di punta del folk revival nel Greenwich Village (Bleecker & MacDougal, il suo LP d’esordio del 1965, è cruciale fin dalla foto di copertina), aver suonato con Dylan, fatto bisboccia con i Jefferson Airplane, dato alla luce una ballata memorabile come Everybody’s Talking (esaltata da Harry Nilsson nella colonna sonora di Un uomo da marciapiede) e ascoltato la sua adorata The Dolphins da interpreti divini.

Trent’anni…

Questo è uno che non ci ha mai creduto, non era convinto che quella fosse la sua missione. Nel mondo dello showbusiness si comportava esattamente come un impiegato alle prese con un lavoro alienante, magari con un capufficio-stalker, che cerca di lenire la frustrazione continuando a ripetersi, la mia vita è altrove.

La vita di Fred Neil (1936-2001) era accanto ai delfini. Per curarli, si staccò gradualmente dalla musica, forse anche orgoglioso, ma per niente lusingato di aver scritto per Buddy Holly e Roy Orbison, inciso demo per Elvis, essere stato un artista di punta del folk revival nel Greenwich Village (Bleecker & MacDougal, il suo LP d’esordio del 1965, è cruciale fin dalla foto di copertina), aver suonato con Dylan, fatto bisboccia con i Jefferson Airplane, dato alla luce una ballata memorabile come Everybody’s Talking (esaltata da Harry Nilsson nella colonna sonora di Un uomo da marciapiede) e ascoltato la sua adorata The Dolphins da interpreti divini.

Trent’anni con i delfini e un decennio a deliziare chi aveva orecchio con la sua spettacolare voce baritonale. Fred Neil non era solo il prodigioso autore di perle come Little Bit of Rain ma soprattutto un interprete fantastico (ascoltate la cover di Send Me Someone to Love), sorprendentemente moderno in brani come Look Over Yonder (dal terzo album come solista: Sessions, 1967).

L’artista, in cerca di una propria dimensione espressiva, si libera dal format che accomuna i folksinger del Village e comincia a volare in territori altissimi (quelli del Tim Buckley di Lorca, per citare uno dei tanti che ha inciso The Dolphins).

Nessun elemento ridondante, solo quella voce e una chitarra acustica strapazzata per assecondare un blues carico di oscuri presagi. Qui Fred Neil è più vicino a Nina Simone, Josh White, Odetta e Harry Belafonte che a Dylan, Phil Ochs o Dave Van Ronk.

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