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“No Other Land”: i semi dell’odio

Basel Adra in una scena di No other land, documentario girato nel 2023 da quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani e premiato agli European Film Awards 
PSYCHO Girato prima del 7 ottobre, il film racconta lo smantellamento di un villaggio palestinese
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Girato prima del massacro di Hamas e dell’ecatombe di Gaza, vederlo oggi fa ancora più male. Al cinema dal 16 gennaio col patrocinio di Amnesty International Italia, realizzato da quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani (Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abrahame Rachel Szor) e premiato come miglior documentario agli European Film Awards, No other land racconta in modo asciutto e potente lo smantellamento sistematico, giorno dopo giorno, della piccola comunità rurale di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano.

Sin da bambino, Basel vede ruspe e carri armati fare incursione nel suo villaggio. Dopo una lunga battaglia giuridica, infatti, la Corte suprema israeliana ha decretato che la comunità palestinese di Masafer Yatta è abusiva…

Girato prima del massacro di Hamas e dell’ecatombe di Gaza, vederlo oggi fa ancora più male. Al cinema dal 16 gennaio col patrocinio di Amnesty International Italia, realizzato da quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani (Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abrahame Rachel Szor) e premiato come miglior documentario agli European Film Awards, No other land racconta in modo asciutto e potente lo smantellamento sistematico, giorno dopo giorno, della piccola comunità rurale di Masafer Yatta, in Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano.

Sin da bambino, Basel vede ruspe e carri armati fare incursione nel suo villaggio. Dopo una lunga battaglia giuridica, infatti, la Corte suprema israeliana ha decretato che la comunità palestinese di Masafer Yatta è abusiva perché il territorio va destinato all’uso militare. Non importa se è abitato. Case divelte, scuole spianate, pozzi riempiti di cemento, pressioni continue sui residenti perché lascino l’area, sparatorie, posti di blocco, restrizioni di movimento, limitazioni alle cure mediche. I soldati e le soldatesse dell’Idf eseguono le demolizioni con la freddezza degli esecutori. Basel inizia a documentare tutto con la videocamera, che diventa il suo occhio, la sua pelle, la sua coscienza. Sullo sfondo delle macerie, diventa amico del giornalista israeliano Yuval, anche lui lì per documentare ciò che sta avvenendo. Due facce bellissime. Nato come atto di resistenza spontanea alla violenza dei coloni, No other land mostra come la sopraffazione crei un sistema insicuro per tutti. Quando fai male a tuo fratello, fai male a te stesso. Sbigottiti e impotenti, noi spettatori continuiamo a sperare nel miracolo della pace, dobbiamo farlo, proprio perché vediamo, fotogramma dopo fotogramma, la piantagione dei semi dell’odio.Ma da quando le riprese sono finite, era l’ottobre 2023, le condizioni sono solo peggiorate.

Sul Venerdì del 17 gennaio 2025

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