L’ultima notizia in ordine di tempo arriva dall’India. Le autorità hanno annunciato di aver smaltito 377 tonnellate di sostanze tossiche presenti nell’area dello stabilimento della Union Carbide che esplose il 3 dicembre 1984 provocando 3.000 morti ufficiali (25 mila secondo stime indipendenti). Un disastro simbolo dell’irresponsabilità aziendale per come si arrivò all’incidente e per la decisione di non rimborsare le vittime né bonificare l’area. L’annuncio del governo indiano è un classico caso di greenwashing: secondo gli ambientalisti l’intervento riguarda meno dell’1 per cento delle sostanze tossiche presenti nell’area.
Da oggi chi vuole documentarsi in modo scientifico, accurato e non gridato avrà a disposizione un nuovo portale dedicato alle attività di washing, di “ripulitura” ambientale, sociale, finanziaria, dei diritti umani e del lavoro. Nasce infatti, e aderisce sin dalla prima ora a Greenheroes, www.thewashingnews.com un sito di informazione e formazione ideato e diretto da Andrea Di Stefano, autore radiofonico con Il giorno delle locuste a Radiopopolare.
Il sito parte con un approfondimento sulla vicenda di Bhopal, un’ inchiesta sull’immuno-oncologia, un’analisi sul fallimento della globalizzazione “sostenibile” promossa dal World Economic Forum di Davos che apre proprio oggi. L’obiettivo di thewashingnews.com sarà soprattutto educare i cittadini a riconoscere ed evitare affermazioni generiche, apodittiche, prive di aderenza scientifica e di una verifica da parte terza che stanno danneggiando i tanti Greenheroes impegnati in una transizione buona, pulita e giusta. Come evidenziato nei due rapporti Greenwashing redatti da Circonomia, gli slogan “ecologico”, “impatto zero”, “sostenibile” sono l’emblema di un dumping economico insostenibile.