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Eileen, l’invisibile signora Orwell

Lo scrittore George Orwell (1903-1950) e la prima moglie Eileen Maud O’Shaughnessy (1905-45) (Getty image / Alamy) 

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ORA D’ARIA Il viaggio della moglie dello scrittore per raggiungerlo al fronte
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Per partire a battersi in Catalogna, George Orwell impegnò il servizio d’argenteria, regalo di nozze della famiglia. La moglie, Eileen – la sposerò, aveva comunicato lui al primo incontro: era come lui arguta, trascurata, spiritosa: e già aveva scritto una poesia distopica sul 1984 – era rimasta nel loro disagiato cottagea Wallington, 60 chilometri a nord di Londra; ma ebbe presto voglia di raggiungere il marito (a L’invisibile signora Orwell è dedicata l’animata biografia di Anna Funder: si veda Enrico Franceschini su Robinson e, sullo scorso numero del Venerdì, la specialista Nadia Fusini).

Eileen ebbe un’idea: poteva occuparsi del cottage, del negozio e delle bestie la zia Nelly, all’epoca col cuore infranto (era femminista; Orwell, con la sua affilata onestà, racconta che da bambino sentiva madre e zia parlare degli uomini come «animali puzzolenti e ridicoli», e non alla loro altezza: e solo a 30 anni aveva realizzato di «esser stato in realtàil cocco della mamma»). La zia Nelly s…

Per partire a battersi in Catalogna, George Orwell impegnò il servizio d’argenteria, regalo di nozze della famiglia. La moglie, Eileen – la sposerò, aveva comunicato lui al primo incontro: era come lui arguta, trascurata, spiritosa: e già aveva scritto una poesia distopica sul 1984 – era rimasta nel loro disagiato cottagea Wallington, 60 chilometri a nord di Londra; ma ebbe presto voglia di raggiungere il marito (a L’invisibile signora Orwell è dedicata l’animata biografia di Anna Funder: si veda Enrico Franceschini su Robinson e, sullo scorso numero del Venerdì, la specialista Nadia Fusini).

Eileen ebbe un’idea: poteva occuparsi del cottage, del negozio e delle bestie la zia Nelly, all’epoca col cuore infranto (era femminista; Orwell, con la sua affilata onestà, racconta che da bambino sentiva madre e zia parlare degli uomini come «animali puzzolenti e ridicoli», e non alla loro altezza: e solo a 30 anni aveva realizzato di «esser stato in realtàil cocco della mamma»). La zia Nelly si prestò, stupendosi quando Eileen offrì il tè: e le posate d’argento? Ci sto facendo mettere le cifre, inventò Eileen lì per lì, e partì. «Vado come una specie di segretaria per l’Ilp (Partito Nazionale del Lavoro)», scrive all’amica Norah; il capo McNair si stupisce di una volontaria laureata pronta a battere a macchina i suoi testi disastrosi: ma, pur di raggiungere l’amato, se il dittatore Franco «mi avesse chiesto di fargli la manicure,lo avrei fatto», e spiega la battuta: «ti ho detto, vero, che George è nella milizia spagnola?». Deve concludere, ha suonato il gong per la cena (Eileen parte da Londra, e sta nella ricca casa del fratello chirurgo).

A Barcellona Eileen prende in carico la logistica degli uomini al fronte («Mia moglie mi mandava tè, cioccolata e persino sigari», scriverà Orwell), e intanto estenua tutti parlando ininterrottamente del «marito eroe». Della guerra in Spagna di Eileen sappiamo da Charles Orr, l’americano che cura con lei la propaganda dell’Ilp: si sente in dovere perché in Omaggio alla Catalogna Orwell parla «a malapena» di lei, «bella e estroversa»; quando conoscerà lo «scrittore sconosciuto», lo troverà però «profondo» (anche lui colpito, come i diseredati dei bassifondi di Londra, dal suo elegante balbettìo). Il capo di Orwell, il roseo Georges Kopp, «è più che un po’ cotto di me», scrive Eileen a Norah; vorebbe sposarla: organizza però per i due un incontro al fronte. Lei vi accorre di nuovo quando Orwell viene ferito alla gola, e manda al fratello, per un parere, l’immagine della ferita – in due spedizioni: una fu intercettata, e si trova nel dossier Orwell del Kgb a Mosca.

Sul Venerdì del 24 gennaio 2025

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