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Una medaglia al padre di Ramy

PER POSTA: ogni settimana Michele Serra risponde ai lettori del Venerdì. Il movimento che si definisce “antagonista” è più che altro “agonista”: cerca lo scontro per lo scontro, e questo mi disgusta
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Caro Michele Serra, ho dedicato anni di studio scientifico alle origini e pratiche del metodo nonviolento nel movimento afroamericano per i diritti civili. Sono quindi più che preoccupata per la prospettiva di repressioni indebite (vedasi le ragazze arrestate a Brescia) o di pene pluriennali anche per chi esercita la resistenza passiva. Ma il motivo specifico della mia lettera è la vicenda Ramy. Giuste le proteste, pessimo che alcuni abbiamo scatenato confronti violenti: in tal modo non fanno che inquinare le acque. Ammiro la dignità con cui il padre di Ramy chiede giustizia, e respinge strumentalizzazioni politiche. Ma si tratta di una questione che travalica le manifestazioni dei giovani. La morte di Ramy è avvenuta a seguito di un lungo inseguimento a tutta velocità di uno scooter che non si era fermato (sappiamo tutti dove stanno i grandi reati, che non sempre vengono perseguiti). I carabinieri coinvolti obbligarono un testimone a cancellare il video e abbiamo sentito tutti l’audi…

Caro Michele Serra, ho dedicato anni di studio scientifico alle origini e pratiche del metodo nonviolento nel movimento afroamericano per i diritti civili. Sono quindi più che preoccupata per la prospettiva di repressioni indebite (vedasi le ragazze arrestate a Brescia) o di pene pluriennali anche per chi esercita la resistenza passiva. Ma il motivo specifico della mia lettera è la vicenda Ramy. Giuste le proteste, pessimo che alcuni abbiamo scatenato confronti violenti: in tal modo non fanno che inquinare le acque. Ammiro la dignità con cui il padre di Ramy chiede giustizia, e respinge strumentalizzazioni politiche. Ma si tratta di una questione che travalica le manifestazioni dei giovani. La morte di Ramy è avvenuta a seguito di un lungo inseguimento a tutta velocità di uno scooter che non si era fermato (sappiamo tutti dove stanno i grandi reati, che non sempre vengono perseguiti). I carabinieri coinvolti obbligarono un testimone a cancellare il video e abbiamo sentito tutti l’audio agghiacciante dell’inseguimento. Non sono motivi per spaccare vetrine o attaccare gli agenti: piuttosto i giovani decidano di operare anche nelle organizzazioni per la difesa dei diritti umani e civili.
Nadia Venturini

Cara Nadia Venturini, considero molto remota l’eventualità che i casseurs capiscano che la violenza è funzionale allo status quo (perché lo imita, lo conferma e lo perpetua) e solo la non violenza è rivoluzionaria. Capisco e condivido la sua ansia, ho trovato indecente che le manifestanti non violente di Brescia siano state trattate con inaccettabile durezza dalle forze dell’ordine, che rappresentano lo Stato, niente di più, niente di meno. Ma conosco – da molto, molto tempo – l’inguaribile ottusità di quel campo che si definisce “antagonista” e a me pare solamente “agonista”: nel senso che, ieri come oggi, esiste un certo numero di persone per le quali lo scontro non è un metodo, è uno scopo e, sospetto, anche un piacere. Nello scontro fisico, nei falò di strada, nelle vetrine in frantumi, trovano uno sbocco, trovano adrenalina. Per dirla in modo secco: gli piace. La violenza mi disgusta e mi deprime, trovo che sia il più reazionario dei modi di essere. È la forma di relazione sociale più antica. È il segno più evidente dell’incapacità di civilizzazione degli uomini (soprattutto, va sempre sottolineato, i maschi). È una forma atavica della “virilità”. Ma provi a spiegarlo a chi va in piazza sognando i manganelli della polizia per attaccare briga. E provi a dirlo a questo governo reazionario. Le risponderanno, gli uni e l’altro, che la non violenza è solo un’illusione delle anime belle. Quanto al padre di Ramy: lo ammiro, e credo sia meritevole di una medaglia al valore civile.

Se Adolf è comunista, Alice è neonazista

Caro Serra, Alice Weidel, segretaria del partito tedesco che tutti, me compreso, considerano neonazista, sostiene che Hitler era comunista. Sembrerebbe dunque disprezzare il fondatore del nazismo. Le sarei davvero grato se riuscisse a chiarirmi le idee.
Sandro Marcucci

Caro Marcucci, le idee dovrebbe chiarirsele la signora Weidel. Fascismo e nazismo, nell’ordine, sono nati prima di tutto come risposta violenta, e para-militare, al bolscevismo, ai moti operai, al sindacalismo. La natura “rivoluzionaria” e antiborghese del fascismo è stata un vezzo culturale (vedi i futuristi) presto travolto dagli ottimi rapporti di quei regimi con il capitalismo, che forniva acciaio e cannoni al delirio nazionalista e alla guerra, che è stato il solo vero mito, e lo sbocco naturale, del nazifascismo. La Weidel può dire ciò che le pare e ciò che le conviene. Infinocchiare il suo elettorato non dev’essere troppo difficile. Per infinocchiare anche noi non le basterebbe invadere la Polonia.

Il prezzo da pagare per Cecilia Sala

Caro Serra, siamo felici che Cecilia Sala sia tornata a casa sana e salva. Però non è accaduto perché il potere iraniano si sia pentito di avere fatto una cosa ingiusta. E neppure perché si sia reso conto che mettendosi contro di noi avrebbe avuto la peggio. Semplicemente, ci ha detto qual era il prezzo da pagare e noi lo abbiamo pagato. Che poi alla fine a pagare siano stati gli americani è una magra consolazione. Questa partita l’ha vinta l’Iran; quando ce ne sarà l’occasione lo faranno di nuovo, fisseranno un prezzo più alto e non è detto che quella volta lo potremo scaricare su altri.
Pier Giorgio Lignani (Perugia)

La mia simpatia per il regime iraniano (non per quel popolo antico e affascinante) è sotto lo zero. Ma mi è chiaro che, da una posizione di estrema debolezza economica e politica, quel regime possa giocare solo carte sporche, perché non dispone di altro. L’America è il gigante economico e politico che deve decidere se il mondo vada solamente dominato, o anche conosciuto e capito. Fin qui, non mi sembra che il metodo del dominio abbia portato pace, men che meno abbia favorito il rispetto dei diritti umani in quei Paesi in balia dell’Islam più arcaico (vedi le donne afgane e iraniane). I rapporti dei Paesi europei con l’Iran sono diversi da quelli degli americani con l’Iran, e spero che questa differenza, resa evidente anche dalla vicenda Sala, rimanga forte.

Sono scomparse le interviste

Caro Michele, possibile che tutte le sere siamo condannati ad ascoltare le dichiarazioni asettiche dei soliti politici, senza nessun intervento dei giornalisti? Sono ormai anni che nei Tg di tutte le reti sono state abolite le interviste, quelle classiche, con domande e risposte. Ma la categoria dei giornalisti che ne pensa? Nonsarebbe il caso di proporre una specie di class action di quei professionisti che sono stufi di sottostare a questa situazione?
Sergio Soraci (Roma)

Caro Matteo Salvini, non è mai colpa tua?

Caro Serra, Salvini si comporta come quell’alunno sorpreso a marinare la scuola che anziché chiedere scusa dice in stile John Belushi: “non è colpa mia, c’è stato un terremoto, ci sono i sabotatori, c’è la manina che passa i pizzini, sono vittima della sfiga, c’è stata un invasione delle cavallette straniere, NON è colpa mia”. Scusi, pseudo ministro, ma lei in due anni ai Trasporti, a parte le precettazioni sugli scioperi e aver stanziato cifre folli per il ponte inutile sullo Stretto, cosa ha fatto per il sistema trasporti?
Stefano Galvagni (Trento)

Ha già detto tutto lei, Galvagni.

Sul Venerdì del 24 gennaio 2025

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