La giornata lavorativa di Sharon Smith iniziava alle 11 di sera e finiva verso le quattro o le cinque del mattino, tra i divanetti, le pareti appiccicose di sudore e i tavolini zeppi di cocktail e cicche dei club newyorkesi degli anni 80: il vero cuore della scena creativa dell’epoca. Smith era una Camera Girl, come titola ora il volume da poco pubblicato da Idea Books che raccoglie decine delle …