Era l’irrequietezza, un tormento tutto suo, a tenerla viva sulla scena, a trasformare la voce roca in uno scarto dell’anima, un gesto incongruo in uno fatale, e a creare quell’incanto ipnotico che raccontano i suoi spettatori. Isadora Duncan che la ammirava. Il grande maestro russo della recitazione, Kostantin Stanislavskij, che si ispirava a lei. George Bernard Shaw che la paragonava a una pante…