Storia di chi rimane
di Vittorio LingiardiChe famiglia meravigliosa, i Paiva. Vorresti essere uno di loro, abitare in quella casa piena di vita (che a suo modo ricorda quella di Roma di Alfonso Cuarón). Madre, padre e cinque figli, i Paiva sono allegri, affettuosi e progressisti. Se non fosse per quel dolore, quella perdita straziante che segna la loro storia. Siamo a Rio de Janeiro nel 1971, in piena dittatura militare. I Paiva giocano, leggono, studiano, lavorano, ricevono gli amici, vanno in spiaggia, che è proprio di fronte a casa. Ma un giorno arriva la polizia. Walter Salles (Central do Brasil, I diari della motocicletta) porta sullo schermo la storia di Rubens Paiva raccontata dal figlio Marcelo nel romanzo-memoir Io sono ancora qui, che è anche il titolo del film.
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Che famiglia meravigliosa, i Paiva. Vorresti essere uno di loro, abitare in quella casa piena di vita (che a suo modo ricorda quella di Roma di Alfonso Cuarón). Madre, padre e cinque figli, i Paiva sono allegri, affettuosi e progressisti. Se non fosse per quel dolore, quella perdita straziante che segna la loro storia. Siamo a Rio de Janeiro nel 1971, in piena dittatura militare. I Paiva giocano, leggono, studiano, lavorano, ricevono gli amici, vanno in spiaggia, che è proprio di fronte a casa. Ma un giorno arriva la polizia. Walter Salles (Central do Brasil, I diari della motocicletta) porta sullo schermo la storia di Rubens Paiva raccontata dal figlio Marcelo nel romanzo-memoir Io sono ancora qui, che è anche il titolo del film.
Rubens è uno dei migliaia di desaparecidos della dittatura militare, il regime dei Gorillas che ha dominato il Brasile per vent’anni, fino al 1985. È un ex deputato del Partito Laburista, aiuta i perseguitati del regime e informa i giornalisti stranieri. Un giorno lo prelevano da casa, solo per “chiarimenti” dicono. «Torno per il soufflé», annuncia alla moglie Eunice e ai figli. Non lo rivedranno più. Eunice caccia indietro le lacrime e con la determinazione della dignità e dell’amore si reinventa: diventa avvocata, ricostruisce la storia della scomparsa di Ruben, dedica la nuova vita alla difesa dei diritti e alla ricerca di verità e giustizia.
Io sono ancora qui è un film bellissimo che guarda la storia dalla prospettiva di chi rimane, raccontando i due volti del trauma: personale e collettivo. Il racconto delle dittature siamo abituati a vederlo con gli occhi del passato e il cuore dolente. Questa volta lo guardiamo con gli occhi del presente e il cuore spaventato e resistente. Una famiglia felice distrutta dalla violenza del regime. Accade ancora in molti Paesi e li sentiamo sempre più vicini.
Sul Venerdì del 31 gennaio 2025