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Mina e Battisti scansatevi, il karaoke adesso è indie

Band, organizzatori e partecipanti della serata Karaoke Indie di Milano nell’ottobre scorso 

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gazzelle, calcutta & co. hanno preso il posto dei mostri sacri del pop. in più, si sale sul palco accompagnati da una vera band: è la versione moderna delle serate a base di canto amatoriale. le date sono sempre sold out. siamo andati a vedere perché
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Bologna. “Da sconosciuti a innamorati, da innamorati a sconosciuti”, gorgheggiano sulle note di Alfa. Se sia poi nato qualcosa non si sa, ma sconosciuti lo erano sul serio i due interpreti prima di salire al DumBo a Bologna sul palco di Karaoke Indie, il format che ogni weekend porta centinaia di venti-trentenni a esibirsi e a cantare insieme in giro per la penisola. La ragazza dai capelli rosa tra il pubblico si sgola su Tutto qui di Gazelle, nella versione di un suo coetaneo assai più timido e impacciato che però ha il microfono in mano.

Ci si esibisce da soli o in coppia, anche nata sul momento. Una quarantina le aspiranti popstar a serata che davanti a una platea gremita danno voce alle hit del momento. A Roma, al Monk, lo scorso 24 gennaio si è registrato il 76esimo sold out di seguito e capita sempre più spesso anche altrove. Domani, 1° febbraio, tocca a Torino allo Spazio 21, l’8 al Viper di Firenze e poi fino al 19 aprile si fa tappa a Cosenza, Pordenone, Cagliari, Bari.

In pr…

Bologna. “Da sconosciuti a innamorati, da innamorati a sconosciuti”, gorgheggiano sulle note di Alfa. Se sia poi nato qualcosa non si sa, ma sconosciuti lo erano sul serio i due interpreti prima di salire al DumBo a Bologna sul palco di Karaoke Indie, il format che ogni weekend porta centinaia di venti-trentenni a esibirsi e a cantare insieme in giro per la penisola. La ragazza dai capelli rosa tra il pubblico si sgola su Tutto qui di Gazelle, nella versione di un suo coetaneo assai più timido e impacciato che però ha il microfono in mano.

Ci si esibisce da soli o in coppia, anche nata sul momento. Una quarantina le aspiranti popstar a serata che davanti a una platea gremita danno voce alle hit del momento. A Roma, al Monk, lo scorso 24 gennaio si è registrato il 76esimo sold out di seguito e capita sempre più spesso anche altrove. Domani, 1° febbraio, tocca a Torino allo Spazio 21, l’8 al Viper di Firenze e poi fino al 19 aprile si fa tappa a Cosenza, Pordenone, Cagliari, Bari.

In principio fu Fiorello

A rinverdire il genere di intrattenimento reso celebre in Italia, ormai più di trent’anni fa da Fiorello, è Mirko Perri, 37enne curatore di eventi e rassegne, che ha conquistato una nuova fascia di pubblico. Archiviati i video tristi con il testo scorrevole nei bar di periferia, le basi musicali, messi da parte pure i Battisti, i Cocciante, le Mina, le bionde trecce storpiate e i piccoli grandi amori urlati a squarciagola, il repertorio su cui dar sfoggio delle proprie doti canore si compone di brani di giovani cantautori, rapper, artisti della nuova scena musicale. Da Calcutta a Lazza, dai Pinguini Tattici Nucleari a Olly, da Coez a Fulminacci.

“È un amore più in là, merceria di piazza Sempione”, canta un giovane fan di Achille Lauro e del suo Amore disperato. A seguire, due studentesse con outfit da rockstar e coreografia coordinata, intonano Tango di Tananai accompagnate dalla band. Perché l’altra novità è questa. Sul palco ci sono gli Ok Kara (notare il gioco di parole) che non solo suonano – basso, batteria, tastiera, chitarra – ma c’è pure un cantante vero, che senza nulla togliere al karaoker di turno, interviene in caso di stecche, tempi sbagliati, stonati cronici, evitando figuracce ma soprattutto coinvolgendo il pubblico. Guardandosi attorno si vede una generazione cresciuta a talent ma l’atmosfera è quella del piano bar stile anni Ottanta e il risultato un grande karaoke collettivo.

Set da grande show

«Con gli amici cinque anni fa avevamo voglia di organizzare una serata per cantare insieme» ricorda Perri, «ci siamo dati appuntamento in un locale nel centro di Bologna, ci siamo ritrovati con cinquecento persone in fila fuori per entrare. Abbiamo capito che funzionava, che la voglia c’era, e abbiamo studiato meglio il format».

Cinque anni dopo la scaletta viene annunciata per tempo sulla pagina Instagram “Karaoke Indie” insieme alle date, così tutti possono prepararsi. Lo spettacolo messo in piedi è quello di un concerto in piena regola, l’impianto led e le grafiche proiettate garantiscono una scenografia da show che non ha nulla da invidiare ai live nei palazzetti. «Stasera torno a casa senza voce», campeggia sullo schermo a sottolineare l’intesa con il pubblico: tutti partecipano, conoscono i testi a memoria, ballano, battono le mani, alzano le braccia, riprendono quanto avviene con i telefonini. Sul palco c’è chi si butta sul momento e chi si esibisce dopo aver provato a lungo con look che non deludono le attese.

«Ci sono i talentuosi», racconta il leader della band Alessandro Solidoro, che non ha perso una serata, «alunni del Conservatorio, ragazzi che fanno musica, e allora me ne sto quasi in disparte, poi succede che c’è chi perde il ritmo, non ha voce, allora intervengo, senza strafare, la scena resta per loro». Giura di non aver mai assistito a esibizioni imbarazzanti, semmai a proposte di matrimonio in diretta. E anche quando su qualche nota la voce tentenna, qualcuno canna una strofa, tutto non fa che aumentare la connessione emotiva con la platea.

Momento boomer

Massima concessione alla vecchia guardia Cesare Cremonini e Tiziano Ferro, che qui sono già dei classici. Anche se un omaggio alla storia della canzone italiana arriva. Introdotto così: «Volete sentire qualcosa di veramente triste?», chiede il cantante mentre parte Notte prima degli esami di Antonello Venditti, seguita in un unico medley da La donna cannone di Francesco De Gregori, da Fix you dei Coldplay e alla fine pure da Albachiara di Vasco. Momento boomer, eppure anche qui non sbagliano un ritornello, le canzoni di mamma e papà sembrano conoscerle tutti. «Siamo cresciuti con i cantautori», continua Solidoro. «Una volta ho improvvisato Cinque giorni di Michele Zarrillo e persino quella ricordavano a memoria».

Ma che cosa ha fatto risorgere il karaoke dalle sue ceneri? «Io credo», risponde Solidoro, «che la generazione social non abbia voglia di essere solo spettatrice, ma anche di prendere parte al processo creativo. Poi nelle nostre serate nascono amicizie, si scambiano numeri di telefono, tornano anche a due mesi di distanza per ritrovarsi. È emblematico che la prima volta in una nuova località la lista di chi vuole salire sul palco fatichi a riempirsi, dalla data successiva chi arriva tardi non trova posto».

A chiudere l’evento è di nuovo un brano dal sapore vintage: ci si scatena con 50 Special dei Lùnapop. Ma quanto è bello mettere le ali sotto i piedi. E pure cantare tutti insieme.

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