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A Nashville è tutta un’altra musica

Turisti in carrozza lungo la Broadway, una delle arterie principali del centro di Nashville: su questo viale, come nel resto della città, ci sono tantissimi club che fanno musica dal vivo a tutte le ore. GETTY IMAGES 

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Una volta era conosciuta solo come la città del Country. ma ora la capitale del Tennessee vive un vero boom, spinto dalle celebrities. E dai nuovi gruppi high tech. Reportage
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NASHVILLE (Tennessee). Negli ultimi mesi in centro, a downtown come dicono gli americani, è stato il caos. Non solo per i turisti che affollano sempre di più lo Station Hill e gli altri ammalianti locali di musica live bluegrass su Broadway Street, con country dal vivo giorno e notte. Ma a causa dei cantieri che, tra un grattacielo e un edificio abbandonato, hanno invaso – e bloccato – l’intera città. Per non parlare delle tangenziali e delle rampe oramai inadeguate: il risultato è un traffico insostenibile nelle ore di punta.

Business oltre le note

Il fatto è che ormai Nashville è diventata una città di oltre 715 mila abitanti, cresciuta spropositatamente negli ultimi anni. E che, soprattutto, attrae sempre più personalità e celebrities. Ultimi, perlomeno nelle intenzioni, il co-fondatore di PayPal, Peter Thiel, il cantante Justin Timberlake e il controverso commentatore tv Joe Rogan, il quale già prima dei devastanti incendi diceva: «Voglio lasciare la catastrofica Los Angeles, dove…

NASHVILLE (Tennessee). Negli ultimi mesi in centro, a downtown come dicono gli americani, è stato il caos. Non solo per i turisti che affollano sempre di più lo Station Hill e gli altri ammalianti locali di musica live bluegrass su Broadway Street, con country dal vivo giorno e notte. Ma a causa dei cantieri che, tra un grattacielo e un edificio abbandonato, hanno invaso – e bloccato – l’intera città. Per non parlare delle tangenziali e delle rampe oramai inadeguate: il risultato è un traffico insostenibile nelle ore di punta.

Business oltre le note

Il fatto è che ormai Nashville è diventata una città di oltre 715 mila abitanti, cresciuta spropositatamente negli ultimi anni. E che, soprattutto, attrae sempre più personalità e celebrities. Ultimi, perlomeno nelle intenzioni, il co-fondatore di PayPal, Peter Thiel, il cantante Justin Timberlake e il controverso commentatore tv Joe Rogan, il quale già prima dei devastanti incendi diceva: «Voglio lasciare la catastrofica Los Angeles, dove posso andare? A Nashville, ovviamente!». Anche le aziende ne sono affascinate, su tutte il gigante dell’informatica Oracle, già partner di Red Bull in Formula Uno, che di recente ha deciso di spostare il suo quartier generale proprio qui a Nashville da un’altra città anche lei da tempo in forte ascesa, come la texana, e però liberal e alternativa, Austin.Fatto sta che la Music City, come viene chiamata la più importante città del trumpiano Tennessee, che ha attratto negli anni star della musica come Roy Orbison, Ed Sheeran, i Kings of Leon, Mariah Carey, gli Aerosmith, e dove Taylor Swift ha iniziato da ragazzina la sua carriera da aspirante cantautrice country, sta vivendo ormai da anni un boom clamoroso.Tornando alle grandi aziende, Oracle è solo l’ultimo colosso ad essersi trasferito qui. Fondamentale, per effetto domino, è stata l’influenza sempre maggiore e ormai internazionale del gigante della sanità Hca Healthcare, oltre alla presenza di un’università prestigiosa come la Vanderbilt e di colossi come la compagnia di pneumatici Bridgestone. E se la crescita dell’Atene del Sud – come viene anche chiamata per la sua vocazione culturale e per una gigantesca copia del Partenone greco nel Centennial Park – arriva da lontano (iniziarono Nissan e General Motors a stabilire delle fabbriche qui negli anni Ottanta e Novanta) oggi nel centro di Nashville si sta trasferendo anche un importante polo gestionale di Amazon nonché il quartier generale della compagnia finanziaria AllianceBernstein.

Il sogno super Bowl

Non è finita: Nashville, dove è cresciuta tra l’altro anche la storica presentatrice tv Oprah Winfrey, sarà una rotta sempre più turistica per chi vuole visitare gli Stati Uniti. Non è un caso che diverse compagnie aeree stanno pensando di aumentare i voli diretti con l’Europa. E downtown è piena di cantieri dove sorgeranno circa 14 mila nuove stanze di alberghi, che si aggiungono alle 40 mila già esistenti. «Sono davvero tante», dice alla tv locale News Channel 5 Deana Ivey, presidente della Nashville Convention and Visitors Corporation. «Vogliono venire tutti qui. Nel 2027 aprirà anche la nuova arena Nissan Stadium, e a quel punto Nashville potrà accogliere il Super Bowl (la finale di football, l’evento dell’anno dello sport americano, ndr) ma anche le Final Four della Ncaa», la massima piattaforma sportiva dei college statunitensi. Altri indotti potenzialmente mostruosi, economici ma anche di immagine.Eppure, fino a metà secolo scorso, Nashville veniva bollata come sì un centro pulsante della musica americana, ma comunque una capitale della “campagna” degli States. Oggi, invece, sempre più americani si trasferiscono qui: secondo le statistiche soprattutto dalla California, ex terra promessa. Un trend che ha iniziato a galoppare soprattutto dopo la pandemia.

Meno tasse per tutti

Anche perché a Music City ci sono molte agevolazioni. Come per esempio l’assenza di una imposta statale sui lavoratori, ma anche tasse molto basse sugli immobili delle aziende. Non a caso, chi vive a Nashville ha una tassazione ben più bassa rispetto al resto del Paese: secondo il sito di finanza Self Financial, in media un americano in tutta la vita paga circa 524 mila dollari di tasse. Nel Tennessee, invece, e dunque anche a Nashville, 390 mila, poco dietro Stati professionalmente meno appetibili come Alaska, Wyoming e Delaware.«Ma non si tratta solo dell’economia», nota a Cnbc John Eldrigde, ceo della società edilizia locale E3 Construction Services.«Anche il clima è accettabile, ci sono ancora le quattro stagioni, e poi la cultura, la musica e la posizione geografica».Nashville gode infatti di una posizione strategica, nel senso che è centrale rispetto alle principali zone urbane degli Stati Uniti. Di conseguenza, gli abitanti sono aumentati drasticamente negli ultimi tempi: nel 2000, l’intera area metropolitana contava 1,3 milioni di residenti. Nel 2023, invece, il censimento ne stima almeno 2,1 milioni.Ciò ha ovviamente scatenato una caccia all’immobile. Un bel problema per i residenti e per chi cerca casa: i tassi alti della Federal Reserve nei mesi scorsi non hanno aiutato le classi media e bassa in cerca di un mutuo. E hanno complicato, parallelamente, la situazione degli affitti. Con prezzi che a downtown – dove continuano a dormire numerosi senzatetto nonostante la riqualificazione degli ultimi anni – sono saliti anche del 30-40 per cento. In tutta l’area cittadina, il costo medio di un appartamento in affitto è 1.271 dollari, ovvero un più 22 per cento rispetto all’anno scorso. Mentre il prezzo medio per la compravendita di una abitazione a Nashville e della relativa contea di Davison, riporta il Wall Street Journal, è di 414 mila dollari circa, contro la media nazionale di 327 mila: cinque anni fa era in media poco meno di 291 mila. Ora si sta registrando un leggero calo, fisiologico. Eppure, la disoccupazione rimane ferma al 3 per cento a Nashville, ed è il record di sempre.

Rischio bolla

Nel frattempo, la skyline della città è sempre più metallica e irriconoscibile, e non solo per via delle tantissime gru. Sembra la metamorfosi della texana Austin, stravolta da grattacieli e costruzioni in soli dieci anni. Mica scoppierà la bolla? O Nashville, capitale degli Stati Confederati caduta nelle mani dell’Unione nel 1862 durante la Guerra di secessione, diventerà la nuova incarnazione del sogno americano? Chissà.Intanto, almeno secondo la superstar Ed Sheeran, quel che è certo è che la città non ha ancora venduto la sua anima: «Nashville è strafica. È una vera comunità musicale ma anche la quintessenza americana. La adoro. E non sono il solo».

Sul Venerdì del 31 gennaio 2025

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