Suzanne Valadon, la pittrice, era figlia di padre ignoto. La madre Madeleine infatti si era bensì sposata, ma il marito, in prigione per truffa, c’era morto; con due figlie a carico, faceva la lavandaia in una nobile famiglia, quando si ritrovò, a 34 anni, incinta. Si rifiutò sempre di dire di chi: la tennero in casa fino al parto, per poi subito congedarla (le ragazze-madri non erano lasciate a servizio: lo fece solo la temeraria madre di Colette). Con la neonata Marie-Clémentine, Madeleine si sistemò a Parigi, dove non affidò la figlia all’Assistenza pubblica: spossandosi come domestica a ore, e consolandosi col vino, la tenne sempre con sé –e così farà poi la figlia con lei, tutta la vita.
Alla Butte di Montmartre, Marie Valadon cresceva libera, esasperando tutti e ritraendo a carboncino meste r…
Suzanne Valadon, la pittrice, era figlia di padre ignoto. La madre Madeleine infatti si era bensì sposata, ma il marito, in prigione per truffa, c’era morto; con due figlie a carico, faceva la lavandaia in una nobile famiglia, quando si ritrovò, a 34 anni, incinta. Si rifiutò sempre di dire di chi: la tennero in casa fino al parto, per poi subito congedarla (le ragazze-madri non erano lasciate a servizio: lo fece solo la temeraria madre di Colette). Con la neonata Marie-Clémentine, Madeleine si sistemò a Parigi, dove non affidò la figlia all’Assistenza pubblica: spossandosi come domestica a ore, e consolandosi col vino, la tenne sempre con sé –e così farà poi la figlia con lei, tutta la vita.
Alla Butte di Montmartre, Marie Valadon cresceva libera, esasperando tutti e ritraendo a carboncino meste ragazzine nude, tra mille mestieri, da lavapiatti a acrobata da circo. A quindici anni, coi suoi occhi pervinca, fu la modella “Maria” per i pittori di Montmartre. Posava da ragazza e da maschio, per Puvis de Chavannes; Renoir la ritrae nel Bal a Bougival: ma Toulouse-Lautrec le diede un nome biblico, Suzanne (e i Vecchioni: i tanti artisti maturi che la contemplavano). Osservando i pittori al lavoro, Suzanne Valadon studiava, quando, a 18 anni, nel 1883, diede vita a un maschietto, Maurice Valadon. Come la madre, Suzanne non disse di chi era figlio: riconobbe il piccolo, a otto anni, l’aristocratico Miguel Utrillo y Morlius – ma Suzanne continuò fino alla fine a negare.
Maurice Utrillo diventò un pittore rinomato; Miguel fondò in Spagna il modernismo catalano, e un giorno si presentarono a Suzanne i suoi figli spagnoli: era morto lasciando un cospicuo patrimonio, da condividere col fratellastro di Montmartre. Davanti a loro, Suzanne prese le lettere di Miguel e le gettò nel fuoco, rifiutando di nuovo i legami della paternità. Alla fine accettò un marito, perché era ricco; ma continuava a deridere il fasto, mandando ai giardini i suoi cani, nutriti a caviale, in auto con chauffeur (tutto nell’incantevole Valadon, Rébellion di Elisabetta Rasy: ed è in corso ora al Beaubourg di Parigi una sontuosa mostra Valadon). Perlopiù Suzanne dipingeva dei nudi, esseri senza segni sociali; se stessa nella sua verità, bella e matura, a seni scoperti, a 66 anni. A 44 anni si era innamorata di un giovane che aveva 21 anni meno di lei; ritrasse nudo, di fronte, anche lui; divorziò e lo sposò; quando venne la gelosia, lo allontanò da casa. Riconobbe in realtà un solo padre-maestro, Degas, che la considerò subito un’artista e le aveva insegnato l’acquaforte; «per lui», specificò lei, «non ho mai posato».
Sul Venerdì del 7 febbraio 2025