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Zucchero canta l’antico amore di Faber

La copertina dell’album di Zucchero Faber, amico fragile (2003) di artisti vari 

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La canzone della settimana è la cover di “Ho visto Nina volare” di Fabrizio De André
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Questa creò una certa emozione quando Zucchero la cantò nella serata (il 12 marzo 2000) dedicata a Fabrizio De André (1940-1999), “Faber, amico fragile”. Sfilarono bei nomi sul palco del Carlo Felice di Genova – Vasco Rossi e la Mannoia, Gino Paoli e Battiato, Ligabue e Jovanotti (nel 2003 fu pubblicato un doppio cd con la cronaca dell’evento) – ma la cover di Ho visto Nina volare sembrò così speciale che Zucchero, con la complicità di Dori Ghezzi (era stata proprio lei a “scegliergli” la canzone), decise di pubblicarla in anticipo nella versione extended del singolo Dindondio.

Ho un ricordo vivido di quel tardo pomeriggio d’inverno, quando ascoltai la versione finale accanto al camino, nella foresteria della Lunisiana Soul di Pontremoli (la tenuta di Fornaciari), con Zucchero e Dori Ghezzi (anch’io, in verità) assai soddisfatti del risultato; commossi quando il rocker, nell’ultima strofa, trattiene il ruggito, contiene la rabbia del rimpianto, e si abbandona al tenero e laceran…

Questa creò una certa emozione quando Zucchero la cantò nella serata (il 12 marzo 2000) dedicata a Fabrizio De André (1940-1999), “Faber, amico fragile”. Sfilarono bei nomi sul palco del Carlo Felice di Genova – Vasco Rossi e la Mannoia, Gino Paoli e Battiato, Ligabue e Jovanotti (nel 2003 fu pubblicato un doppio cd con la cronaca dell’evento) – ma la cover di Ho visto Nina volare sembrò così speciale che Zucchero, con la complicità di Dori Ghezzi (era stata proprio lei a “scegliergli” la canzone), decise di pubblicarla in anticipo nella versione extended del singolo Dindondio.

Ho un ricordo vivido di quel tardo pomeriggio d’inverno, quando ascoltai la versione finale accanto al camino, nella foresteria della Lunisiana Soul di Pontremoli (la tenuta di Fornaciari), con Zucchero e Dori Ghezzi (anch’io, in verità) assai soddisfatti del risultato; commossi quando il rocker, nell’ultima strofa, trattiene il ruggito, contiene la rabbia del rimpianto, e si abbandona al tenero e lacerante ricordo di un amore infantile che appartiene all’amico mai conosciuto: “Luce luce lontana / Che si accende e si spegne / Quale sarà la mano / Che illumina le stelle”.

Faber era scomparso di recente, e Anime salve (l’album, il tredicesimo, che aveva realizzato nel 1996 con Ivano Fossati – Ho visto Nina volare è solo una delle perle; dello scrigno fa parte anche Smisurata preghiera!) era il suo testamento poetico: a me l’interpretazione di Zucchero sembrò all’altezza di You Are So Beautiful di Joe Cocker (e a riascoltarla ne sono ancora convinto). Dovette essere anche per lui una bella sbornia se vent’anni dopo ha deciso di riarrangiarla e ricantarla nell’album Discover, pubblicato nel 2021. Con una novità: questa volta c’è dentro anche la voce di Faber. Il duetto virtuale aggiunge poco. Era moooolto emozionante anche la prima (è su YouTube).

Sul Venerdì del 7 febbario 2025

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