Conosceva il suo assassino, o almeno si fidava abbastanza di lui da aprirgli la porta. È stata uccisa a coltellate nel corso di una rapina, visto che sono spariti soldi e gioielli, ma anche di un atto di libidine, per quanto non consumato, perché le sono stati strappati i vestiti prima di finire sotto un materasso a cui è stato dato fuoco.Quello di Teresita, avvenuto in un appartamento di uno dei palazzoni del North Side, a Chicago, nel febbraio del 1977, sarebbe destinato a diventare un cold case, perché quando non ci sono testimoni e le meraviglie della scientifica come il Dna ancora non esistono, è così che di solito succede.
Ecco, però, i testimoni. Nessuno sul pianerottolo che abbia visto l’assassino entrare o uscire, nessuno in strada, nessuno neanche nell’appartamento vicino che potesse sentire grida o voci. Però un momento, due persone che sanno cos’è successo, e per esperienza diretta, ci sarebbero. L’assassino, chiunque sia, e lei, Teresita, la vittima. Ma il primo non parla…
Conosceva il suo assassino, o almeno si fidava abbastanza di lui da aprirgli la porta. È stata uccisa a coltellate nel corso di una rapina, visto che sono spariti soldi e gioielli, ma anche di un atto di libidine, per quanto non consumato, perché le sono stati strappati i vestiti prima di finire sotto un materasso a cui è stato dato fuoco.Quello di Teresita, avvenuto in un appartamento di uno dei palazzoni del North Side, a Chicago, nel febbraio del 1977, sarebbe destinato a diventare un cold case, perché quando non ci sono testimoni e le meraviglie della scientifica come il Dna ancora non esistono, è così che di solito succede.
Ecco, però, i testimoni. Nessuno sul pianerottolo che abbia visto l’assassino entrare o uscire, nessuno in strada, nessuno neanche nell’appartamento vicino che potesse sentire grida o voci. Però un momento, due persone che sanno cos’è successo, e per esperienza diretta, ci sarebbero. L’assassino, chiunque sia, e lei, Teresita, la vittima. Ma il primo non parla se no finisce dentro, e la seconda non può.
Non può?Qualche mese dopo Remy, una collega di Teresita al reparto di fisioterapia dell’Edgewater Hospital, si presenta al dipartimento di polizia del quartiere. Racconta che è un po’ di tempo che le succedono strane cose, sogna Teresita che sta in piedi davanti a lei, le viene da parlare con la voce dell’amica, ogni tanto va in trance e si sente dentro Teresita che le chiede di denunciare il suo assassino: Allan, un infermiere che lavora nel loro stesso ospedale.Per quanto scettico, il detective Stachula indaga, e in effetti Allan ha brutti precedenti e quella sera era andato a casa di Teresita, dice per ripararle il televisore, non c’era riuscito e se ne era andato subito, ma non l’aveva visto nessuno.
Allan ha regalato alla sua ragazza alcuni gioielli che vengono riconosciuti come quelli rubati a Teresita. Li ha comprati al banco dei pegni, dice, no, sfortuna, la ricevuta l’ha persa. E alla fine, messo sotto torchio, confessa: sì, ha ucciso Teresita.
Finisce sotto processo nel gennaio del 1979, ma ritratta e la giuria ha qualche difficoltà ad accettare la testimonianza di un fantasma. Magari Remy si è inventata la storia della possessione perché già sospettava qualcosa e non voleva accusarlo direttamente, ma sul banco ideale dei testimoni ci sarebbe Teresita, i giurati non ci credono e annullano il processo. Prima che gliene facciano un altro Allan accetta un accordo con la procura, confessa di nuovo e si prende diciott’anni.
Sul Venerdì del 14 febbraio 2025