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Vittorio Lingiardi: Anime d’argilla

Raphaël Thierry (nel film Raphael) e Emmanuelle Devos (Garance) sono i protagonisti del film L’uomo d’argilla, opera prima della regista Anaïs Tellenne 
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L’ho visto parecchi mesi fa (coi sottotitoli, come mi auguro capiti anche a voi) e il ricordo della sua potenza, ma anche della sua dolcezza, non si è affatto sbiadito. L’uomo d’argilla è da ieri al cinema: andateci questa sera per festeggiare un San Valentino senza cuoricini. Racconto iniziatico (tra Victor Hugo e Marina Abramovi?), fiaba drammatica e apologo amoroso, vi sorprenderà a ogni scena. Raphaël ha una corporatura da orco, una benda sull’occhio, un’introversione poetica. Suona la cornamusa, fa sesso nel bosco con la postina, è il custode di un maniero disabitato dove vive con l’anziana madre, pimpante dominatrice. Una notte di temporale appare Garance, artista e proprietaria-erede della tenuta. Tormentata ma determinata, Raphaël la colpisce e vuole farne una scultura. E lui diventa il suo modello e la sua musa. Sono già troppe queste parole per introdurvi a un film silenzioso che racconta l’incontro di due anime imprendibilie la connessione emotiva che le trasformerà.«Dallo …

L’ho visto parecchi mesi fa (coi sottotitoli, come mi auguro capiti anche a voi) e il ricordo della sua potenza, ma anche della sua dolcezza, non si è affatto sbiadito. L’uomo d’argilla è da ieri al cinema: andateci questa sera per festeggiare un San Valentino senza cuoricini. Racconto iniziatico (tra Victor Hugo e Marina Abramovi?), fiaba drammatica e apologo amoroso, vi sorprenderà a ogni scena. Raphaël ha una corporatura da orco, una benda sull’occhio, un’introversione poetica. Suona la cornamusa, fa sesso nel bosco con la postina, è il custode di un maniero disabitato dove vive con l’anziana madre, pimpante dominatrice. Una notte di temporale appare Garance, artista e proprietaria-erede della tenuta. Tormentata ma determinata, Raphaël la colpisce e vuole farne una scultura. E lui diventa il suo modello e la sua musa. Sono già troppe queste parole per introdurvi a un film silenzioso che racconta l’incontro di due anime imprendibilie la connessione emotiva che le trasformerà.«Dallo sguardo di un artista sul suo soggetto nasce un’opera», dice la regista Anaïs Tellenne, «ma che ne è del soggetto? Cosa resta di questo sguardo? Il mio film racconta una storia che musei e gallerie non raccontano. Un segreto tra Raphaële il pubblico». L’uomo d’argilla è la storia di come essere guardati in modo nuovo possa trasformare chi fino a quel giorno non si era mai visto. Gli occhi di Garance su di lui, ma anche il suo unico occhio su Garance, estraggono Raphaël da sé, liberandolo dalle sue prigioni: bambino per la madre, erotico bruto per la postina, suonatore gioviale per gli amici. Emozioni nascoste e posture inaccessibili prendono forma come la creta. La rabbia può essere gridata, la tristezza suonata. L’uomo d’argilla è la metamorfosi di un corpo che diventa paesaggio. Se la psicoanalisi trasforma senza toccarsi, l’arte vuole le mani.

Sul Venerdì del 14 febbraio 2025

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