“Il seme del fico sacro”: la rivoluzione non può attendere
di Vittorio LingiardiNessuno dei suoi film è mai stato distribuito in Iran. Processi, condanne, beni confiscati, passaporto ritirato, prigione. Finché: «Aspetto la fine delle tenebre nel mio Paese e scelgo l’esilio». Orso d’oro a Berlino 2020 con Il male non esiste, Mohammad Rasoulof torna a farci tremare con Il seme del fico sacro, Premio speciale della giuria a Cannes 2024.
La promozione di Iman a giudice istruttore del tribunale della Guardia Rivoluzionaria coincide con le proteste giovanili per la morte di Mahsa Amini, arrestata per non aver indossato l’hijab come si deve. Le figlie Rezvan e Sana si schierano dalla parte del movimento. Najmeh è divisa tra il sentimento di protezione delle figlie e l’amore-dovere verso il marito. Quando la pistola d’ordinanza di Iman scompare, lui so…
Nessuno dei suoi film è mai stato distribuito in Iran. Processi, condanne, beni confiscati, passaporto ritirato, prigione. Finché: «Aspetto la fine delle tenebre nel mio Paese e scelgo l’esilio». Orso d’oro a Berlino 2020 con Il male non esiste, Mohammad Rasoulof torna a farci tremare con Il seme del fico sacro, Premio speciale della giuria a Cannes 2024.
La promozione di Iman a giudice istruttore del tribunale della Guardia Rivoluzionaria coincide con le proteste giovanili per la morte di Mahsa Amini, arrestata per non aver indossato l’hijab come si deve. Le figlie Rezvan e Sana si schierano dalla parte del movimento. Najmeh è divisa tra il sentimento di protezione delle figlie e l’amore-dovere verso il marito. Quando la pistola d’ordinanza di Iman scompare, lui sospetta delle tre donne e inizia le indagini in famiglia. Che si fa specchio del Paese. Lo Stato che abusa entra in casa. L’affetto paterno diventa patriarcato, le relazioni basate sulla fiducia si rompono. Dinamiche familiari paranoidi riflettono la repressione poliziesca delle manifestazioni di protesta che le figlie vedono nei filmati postati sui social. «Ho sempre cercato di essere me stesso di fronte a un regime totalitario che cerca invece di modificarti per renderti affine a quello che loro vogliono». Essere sé stessi: il prezzo è altissimo.
Il fico sacro del titolo è una pianta delle isole meridionali dell’Iran. I suoi semi, portati dagli uccelli, cadono sui rami di altri alberi; quando germogliano mettono radici aeree che raggiungono a poco a poco il terreno. Una volta che il nuovo fico arriva a reggersi sulle proprie radici, i suoi rami finiscono per strangolare l’albero ospite. La metafora è chiara.
Il fico sacro è il coraggio delle donne che si battono per una rivoluzione culturale. Che è nell’aria,che arriverà. Hijab che bruciano in piazza.
Sul Venerdì del 21 febbraio 2025